Differenza tra stufe a pellet e stufe a gas

Le stufe a pellet sono nate per l’importanza di trovare un’alternativa all’innalzarsi del costo del petrolio e del gas naturale. Gia’ da qualche tempo sul mercato, hanno il vantaggio di combinare l’uso della legna con la comodita’ dell’uso di una stufa automatica a gas. La legna risulta essere quindi piu’ conveniente addirittura del gpl, e da oggi l’utilizzo risulta facile e comodo grazie al “pellet”.

Queste stufe hanno la forma di un piccolo camino chiuso, vi sono diverse tipologie in commercio che variano dallo stile moderno a quello classico. molte di loro frontalmente presentano una porticina dalla quale è possibile vedere una fiamma, sopra invece troviamo il serbatoio del pellet, il combustibile solido.

Diverse sono le differenze che contraddistinguono le stufe a pellet da quelle a legna. Le stufe a pellet hanno la necessita’ di avere una presa elettrica che grazie ad un ridottissimo consumo di corrente elettrica garantisce il funzionamento automantico, non vi e’ quindi il bisogno costante di rifornire le stufe a pellet poiche’ la porticina delle stufe non viene aperta quando la fiamma e’ accesa,il pellet cade in un apposito bruciatore dall’alto e li si incendia automaticamente. Il tiraggio della canna e’ in modalita’ aria forzata, una ventola spinge l’aria provocando la combustione, ed e’ questo meccanismo il responsabile della fiamma molto allungata e potente prodotta in queste stufe.

Le stufe a pellet inoltre producono pochi residui di cenere grazie al meccanismo della combustione con aria forzata che spinge via, tramite la canna fumaria, la cenere prodotta. Le stufe necessitano di una pulizia una volta a settimana con un’aspiracenere, una pulizia invece piu’ approfondita ogni sei mesi. Il pellet e’ in vendita in sacchetti che occupano un certo spazio, e’ quindi consigliabile dedicare loro uno spazio in casa per lo stoccaggio.

IL PELLET

Il pellet è un combustibile a biomassa sotto forma di piccoli cilindri di segatura compressa, tenuta assieme dalla lignina, sostanza naturale che fa da collante. Il pellet viene generalmente venduto in sacchetti da 15 kg.
Il pellet di qualita’ si distingue da alcuni elementi tra cui: la presenza di poca segatura all’interno del sacchetto, la presenza di un’etichetta che identifichi le caratteristiche, del certificato di conformita’ e del rispetto degli standard europei ed infine la presenza del marchio del produttore.

I VANTAGGI DEL PELLET

I maggiori vantaggi delle stufe a pellet sono la sicurezza nell’uso, il risparmio economico, il fatto di essere automatiche, il rispetto verso l’ambiente e gli alti rendimenti termici. Gli svantaggi delle stufe a pellet sono: lapulizia contenitore cenere una volta a settimana, la pulizia della canna fumaria ogni sei mesi, lo stoccaggio dei sacchetti di pellet.

Consigliamo sempre il montaggio delle stufe a opera di un installatore esperto, per questioni di sicurezza il fai da te e’ altamente sconsigliato. Le maggiori conseguenze di un’installazione mal riuscita possono essere il basso rendimento della stufa o la produzione di monossido di carbonio, inodore e per questo difficile da identificare, ma altamente nocivo. Attenzione anche al posizionamento della canna fumaria, che può essere piu’ “movimentata” rispetto a quella di una stufa a legna grazie alla forzatura dell’uscita dell’aria da una ventola, ma non deve avere allargamenti di diametro.

Indicatori di peso: uno strumento dalle molteplici funzioni

Gli indicatori di peso digitali sono sistemi elettronici con lo scopo di indicare in maniera facilmente identificabile i dati rilevati da una o più celle di carico, così da permetterne la facile lettura a più operatori contemporaneamente: si può dunque affermare che gli indicatori di peso sono un elemento fondamentale di un sistema elettronico di pesatura tanto quanto le celle di carico, dato che dove queste ultime sono essenziali per misurare il peso, i primi lo sono per rendere fruibile quello stesso dato.

Per importante che sia questa funzione, tuttavia, non è l’unica ricoperta dagli indicatori di peso digitali; dove il resto dei prodotti del settore si è evoluto negli anni da un punto di vista di affidabilità e prestazioni, permettendo pesature sempre più precise e ripetibili, e miniaturizzando anche celle per pesi elevatissimi, gli indicatori di peso hanno avuto un’evoluzione tecnologica mirata all’ampliamento delle loro funzioni. Oggi, di fatto, gli indicatori di peso sono assimilabili a delle semplici PLC, perchè possono essere programmati per interagire con i macchinari industriali ai quali vengono collegati e regolarne in parte il comportamento – ad esempio fermandoli, o attivando un dispositivo di eliminazione, nel caso rilevino un prodotto dal peso errato.
Oltre a questo, gli indicatori di peso possono essere collegati, come dicevamo, a diversi dispositivi:

– l’esempio base è ovviamente quello di un collegamento fra indicatori di peso e celle di carico. Queste ultime generano una corrente di intensità dipendente dal peso che rilevano, e gli indicatori la traducono in un valore numerico di immediata lettura;

– gli indicatori di peso possono però anche essere collegati a dei dispositivi di stampa; questo permette all’operatore, a richiesta, di ottenere la stampa su copia fisica del peso rilevato in un dato istante, permettendo così il tracciamento delle misurazioni lungo un periodo di tempo;

– e per finire, un’altra possibile connessione è quella fra gli indicatori di peso e un PC, tramite una vasta serie di connettori diversi. Questo permette una trasmissione dati molto completa, che comprende oltre al peso anche lo stato relativo; il formato dati varia da modello a modello, ma l’utilità rimane costante, date le superiori possibilità di archiviazione e elaborazione dati che tale tipo di trasferimento dati mette a disposizione degli operatori.

5 modi naturali per rinforzare il sistema immunitario

Come tutti sappiamo, il sistema immunitario è il sistema di autodifesa del nostro corpo contro i micro-organismi infettivi come virus, batteri e funghi: li attacca e li distrugge, mantenendoci in salute. Può però capitare occasionalmente che questo sistema non riesca nel suo compito: in quei casi, ovviamente, ci ammaliamo, e le nostre cellule bianche – i “soldati” del sistema immunitario – vengono parzialmente distrutte, rendendoci più vulnerabili per un po’ di tempo. Ci sono però, per fortuna, molti modi di rinforzare il sistema immunitario, ed eccone qui cinque completamente naturali e privi di effetti collaterali:

Vivere una vita sana
Non soltanto rispettare alcune semplici norme di vita sana ci permette di evitare disturbi congeniti, ma rinforza anche le nostre difese contro gli agenti patogeni. Uno stile di vita sano deve prevedere un po’ di attività fisica ogni giorno, una dieta equilibrata fra tutti i gruppi alimentari, evitare fumo e alcool eccessivo e mantenersi controllati con check-up regolari dal medico.

Assumere i giusti integratori
Una giusta selezione di integratori a base di erbe può sia proteggere il corpo direttamente da infezioni e malattie che potenziare il sistema immunitario. L’assunzione è molto semplice, dato che gli integratori sono disponibili in semplici capsule o compresse; oltre a questo, molte erbe benefiche sono utilizzabili come spezie in cucina, e possono essere utilmente inserite nei cibi che mangiamo ogni giorno.

Eliminare lo stress
Lo stress è causa di un grandissimo numero di disturbi e malattie, soprattutto cardiache e gastrointestinali: questo perchè sotto stress le ghiandole del nostro corpo producono epinefrina e cortisolo, che affaticano l’intero sistema dell’organismo. Per questo uno stress psicologico può portare a disturbi molto concreti, anche semplici come un’influenza. I modi migliori di eliminarlo sono, oltre al ridurre se possibile le attività che lo causano, massaggi e meditazione, che facilitino il rilassamento.

Fare esercizio fisico

L’attività fisica offre una lunga serie di benefici all’organismo, e fra questi c’è anche quello di mantenere un sistema immunitario ben funzionante. La ginnastica infatti rilassa il corpo, e quindi migliora la circolazione del sangue – che è il veicolo grazie al quale le cellule del sistema immunitario possono raggiungere le aree del corpo dove sono necessarie. Non occorre avere un regime pesantissimo di esercizio in palestra: passeggiate, giri in bicicletta e esercizio leggero sono più che sufficienti a tenersi in forma.

Dormire bene
Il sonno ha un ruolo fondamentale nel permettere al sistema immunitario di rinnovarsi e rinforzarsi; otto ore al giorno sembrano a tanti un lusso, ma sono in realtà la miglior abitudine possibile. La mancanza di sonno genera stress, eleva il livello di sostanze chimiche nocive nel corpo, e deprime il sistema immunitario, esponendoci a tutti i disturbi tipici come le infezioni respiratorie.

Come difendere le ringhiere fatte di cavi in acciaio dalla ruggine

Poichè sono in grado di offrire la massima protezione dalle cadute e allo stesso tempo non ostruire minimamente la visuale, le ringhiere di cavi in acciaio sono probabilmente fra i modelli più utilizzati in ambienti come le piscine. Questo le mette tuttavia in pericolo; l’acqua ad alto contenuto di cloro usata tipicamente nelle piscine è infatti fortemente corrosiva, ed è necessario implementare una corretta manutenzione dei cavi in acciaio – che dovrà ovviamente essere inossidabile – se si vuole evitare che vengano danneggiati e perfino compromessi. Ecco come:

Prima dell’installazione dei cavi in acciaio della ringhiera, sarà necessario farne passivare la superficie, ossia procedere all’eliminazione di qualsiasi particella di ferro semplice che possa essere rimasta sulla superficie dei cavi stessi; questo processo elettrochimico permette infatti la formazione di uno strato di ossido di cromo lungo i cavi in acciaio, rendendoli molto più impervi alla ossidazione e quindi alla formazione della ruggine.

La passivazione dei cavi in acciaio non è però sufficiente ad assicurare che la ruggine non si formi mai; è comunque necessaria una frequente manutenzione, altrimenti anche le sole goccioline d’acqua clorata sollevate dall’aria si sposteranno dalla superficie della piscina a quella della ringhiera, attaccandola lentamente fino a provocare l’arrugginimento. Per evitarlo, fortunatamente, è sufficiente provvedere al risciacquo dei cavi in acciaio con acqua pulita e non clorata, quotidianamente, provvedendo poi ad un’attenta asciugatura: questo rimuoverà le particelle corrosive.

Ma che fare nel caso in cui i cavi in acciaio della ringhiera abbiano già iniziato a corrodersi, mostrando i primi segni di ruggine? Niente paura: è ancora possibile intervenire con buon successo. Esistono infatti appositi prodotti, disponibili sul mercato, che permettono la rimozione della ruggine dai cavi in acciaio; se la situazione non è ancora grave, la loro oculata applicazione permetterà di salvare il cavo stesso, al quale andrà poi applicato sovente un agente protettivo. Naturalmente, anche in questo caso, è assolutamente necessario un lavaggio quotidiano con acqua pulita, seguito da una scrupolosa asciugatura.

A dover esser invece evitati assolutamente, pur nel comprensibile desiderio di portare i cavi in acciaio della ringhiera a una pulizia perfetta e una finitura scintillante, sono tutti i prodotti come le spazzole in acciaio o ancora peggio la lana d’acciaio; le superfici ruvide di questi oggetti compromettono quella dei cavi in acciaio, e di fatto la espongono molto maggiormente al rischio di ossidazione e ruggine. Per pulire e asciugare i cavi il prodotto ideale è uno strofinaccio morbido.

In forma dopo i 40: qualche consiglio

Se prima dei 25 potevamo non porci il problema, e se fra i 26 e i 39 abbiamo cercato di arrabattarci come potevamo, arrivati ai 40 anni è necessario che ci rendiamo conto che la necessità di mantenerci in forma è reale e pressante – e che non possiamo farlo più “a caso”, seguendo l’estro del momento, ma dobbiamo renderlo una parte essenziale della nostra giornata. Ecco qualche consiglio utile per i 40enni – e oltre! – che vogliono finalmente rimettersi in forma.

1. Non trascuriamo l’aspetto medico

Se abbiamo qualche problema di salute – anche minimo – o anche solamente se da molti anni non pratichiamo alcun tipo di attività fisica, gettarci a corpo morto in una routine di allenamento senza riflettere ha molte più probabilità di danneggiarci – anche in maniera significativa – che di aiutarci a tornare in forma. Prima di cominciare, consultiamo il nostro medico, e sentiamo il suo parere su quale tipo di attività e di esercizi sia più adatta per noi, considerata la nostra condizione fisica e di salute.

2. Alleniamoci intensamente

Se mentre ci alleniamo notiamo di far fatica a trovare il fiato per chiacchierare con il nostro vicino, ma allo stesso tempo non stiamo ansimando per riuscire a respirare, significa che siamo riusciti a trovare l’intensità pressochè ideale per le nostre sessioni di esercizio fisico. Manteniamo quel ritmo e i risultati – e insieme a loro, la nostra salute – miglioreranno a gran velocità.

3. Stabiliamo una routine settimanale precisa

Quanto spesso dobbiamo allenarci? La frequenza che molti consigliano è elevata: dalle 3 alle 5 volte la settimana. Tuttavia, per chi come noi ha superato i 40, gli studi indicano che è possibile mantenere un ottimo livello di forma fisica anche con sole due sessioni di allenamento a settimana, purchè ben condotte. E attenzione: è provato che routine brevi e molto intense danno risultati molto superiori sul piano della salute rispetto a sessioni lunghissime e trascinate.

4. Rendiamo la routine regolare

Non serve alla nostra salute – e nemmeno al nostro aspetto fisico – gettarci a testa bassa, con sessioni doppie ogni giorno, nell’ultima moda di fitness letta su una rivista quando mancano due settimane alle ferie e ci accorgiamo che il costume ci stringe e quel vestito che volevamo indossare non entra proprio. La forma fisica e la salute si costruiscono gradualmente: meglio le nostre tre sessioni settimanali, brevi e ben costruite, ogni settimana dell’anno.

5. Troviamo gli esercizi che fanno per noi

Faranno bene gli esercizi di allenamento che fa un maratoneta? I maratoneti hanno fisici asciutti, molto fiato..
Faranno bene sicuramente: se abbiamo intenzione di correre una maratona. E allo stesso modo, non ha alcun senso seguire il programma di allenamento di un bodybuilder se non è quello l’aspetto fisico che ci interessa ottenere. Pensiamo ai nostri obiettivi, ai nostri limiti, e costruiamo – facendoci aiutare da professionisti e medici – una routine di allenamento che sia giusta per noi!

Impianti sprinkler: la manutenzione è essenziale

Un impianto antincendio è senza dubbio un elemento che conferisce grande sicurezza: sapere che, nel caso divampino le fiamme, queste saranno automaticamente contenuto fino all’arrivo dei vigili del fuoco non può che farci dormire sonni più sereni. Tuttavia questa serenità dipende non solo dalla presenza, ma anche dalle condizioni dell’impianto stesso, che devono essere controllate periodicamente per assicurarne l’efficienza. In tal senso, ad esempio, diventa fondamentale la corretta manutenzione degli impianti sprinkler.

Per capire come effettuare la manutenzione degli impianti sprinkler, è innanzitutto essenziale togliersi dalla mente l’immagine erronea che ce ne danno, ad esempio, i film, dove vediamo che appena scoppia un incendio tutti gli spruzzatori del piano si attivano, saturando d’acqua l’ambiente.
Le cose, infatti, non stanno così. Ogni sprinkler è costruito per partire solmanete nel caso in cui sia sottoposto a sufficiente calore da fondere il blocco che impedisce lo scorrere dell’acqua; e questo, in pratica, significa che ogni singolo spruzzatore si attiva separatamente, soltanto dove le fiamme stanno effettivamente divampando.
Ma per quanto ci riguarda, questo significa acnche che, nella manutenzione degli impianti sprinkler, ogni singolo spruzzatore deve essere controllato separatamente, perchè non se ne attiveranno altri vicini se quello posto nel punto chiave è rotto.

La componente essenziale da controllare durante la manutenzione degli impianti sprinkler è sicuramente la valvola di controllo, che regola l’afflusso dell’acqua agli spruzzatori: com’è ovvio, questa deve sempre essere bloccata sulla posizione di “aperto”, cosa della quale potremo assicurarci una volta alla settimana – oltre che dopo ogni intervento idraulico che richieda, anche solo temporaneamente, di chiuderla per interrompere il flusso dell’acqua.

Passando invece alla parte più laboriosa della manutenzione degli impianti sprinkler, ossia al controllo di ogni singolo spruzzatore, può essere consigliabile – oltre che, talvolta, necessario anche da un punto di vista legale e assicurativo – affidarla ad un centro specializzato, che se ne occuperà sotto ogni profilo. In ogni caso, se la si effettua personalmente, è buona norma farlo per un piccolo gruppo di spruzzatori alla volta – così da non dover togliere l’afflusso d’acqua a troppe zone contemporaneamente – e se si dà notizia dell’imminente manutenzione alle autorità locali, che saranno così pronte ad intervenire nel caso in cui, proprio mentre la nostra protezione è disattivata, dovesse scoppiare un incendio. Oltre a ciò, naturalmente, sarà bene raccomandare a tutti i presenti un’attenzione ancora superiore al normale a tutto ciò che costituisce un rischio d’incendio, per ridurre al minimo il rischio che ne scoppi uno durante la manutenzione.

Diffondendo la cultura della sicurezza, e facendo in modo che, ad esempio in un ufficio, tutti i dipendenti sappiano dove si trova la valvola di controllo, come capire a prima vista se è aperta, e che aspetto devono avere gli sprinkler per dare certezza del loro buon funzionamento, renderemo ancora più efficace la nostra manutenzione degli impianti sprinkler, e ridurremo veramente al minimo il rischio di un incendio nella nostra proprietà.

Le vere cause della cellulite

Cellulite, o “pelle a buccia d’arancia”: un inestetismo diffusissimo, e che tutti conosciamo, che solitamente inizia durante o subito dopo la pubertà, ma che per qualche ragione non compare in uguale misura su tutte le donne. Ciò che è però comune è il desiderio di liberarsene, perciò scopriamo insieme quali sono le sue cause reali per imparare come gestirla!

Cosa causa la cellulite?
La causa scatenante della cellulite è un’interazione fra due tessuti, ossia il tessuto adiposo e quello connettivo, entrambi localizzati a livello sottocutaneo, e gli ormoni sessuali. Con l’avanzare dell’età, e soprattutto all’approssimarsi della menopausa, si riducono i livelli di estrogeni, il che causa la perdita di recettori nei vasi sanguigni delle cosce; questo porta a una circolazione del sangue ridotta. Proprio per questa ragione, calano i livelli di nutrimento e ossigenazione delle cellule in quella zona, il che porta ad un calo della produzione di collagene: questo, in ultima analisi, porta all’ingrandimento degli adipociti – ossia delle cellule che contengono grasso – il che porta all’aspetto della pelle “bugnata” che chiamiamo comunemente cellulite – e che appunto si concentra su glutei, ginocchia, cosce e stomaco.

Perchè a volte la cellulite appare in età più giovanile?

Perchè l’eccesso di estrogeni – che può verificarsi comunemente in età adolescenziale – porta alla stratificazione degli adipociti. Se quindi una ragazza giovane, e con una condizione detta “dominanza da estrogeni” (ossia una produzione eccessiva degli stessi) è anche sovrappeso, e quindi ha una quantità di adipociti molto elevata, è possibile che sviluppi cellulite esattamente come descritto prima.

Perchè la cellulite è così comune nelle donne e così rara negli uomini?

La pelle di uomini e donne è fondamentalmente differente a livello strutturale. Negli uomini, cosce e glutei hanno uno strato più spesso di tessuti dermici ed epidermici, e soprattutto un primo strato di grasso più sottile: con questo tipo di struttura cutanea vengono a mancare le condizioni che abbiamo descritto per la formazione della cellulite stessa.

Perchè la cellulite peggiora con l’età?

Il derma femminile raggiunge il suo massimo spessore intorno ai trent’anni di età. Inoltre, con l’invecchiamento, il progressivo danneggiarsi delle fibre elastiche e del collagene porta all’allentamento del tessuto connettivo, e quindi all’accumulo degli adipociti.

A causare la cellulite, in definitiva, sono i cibi che mangiamo, il lavoro che facciamo, perfino il tipo di biancheria che indossiamo. Per liberarsene è necessario migliorare la circolazione, ridurre i grassi, e soprattutto integrare la produzione di collagene.

Buoni spesa gratis: un nuovo concetto di valore

Sebbene non sembri possibile, parlare oggi, in Italia, di buoni per fare la spesa gratis significa in realtà affrontare ben più che una curiosità, ma di fatto toccare uno degli argomenti più scottanti del momento. Infatti, fra le problematiche più significative e sentite di questi anni economicamente complessi, segnati dalle difficoltà di un momento storico nel quale molte delle certezze economiche, e di conseguenza sociali, che sembravano incrollabili si sono invece dimostrate transitorie e ormai retaggio del passato, senza dubbio c’è quella della crescente pressione fiscale, che va di fatto a decurtare, spesso in maniera gravosa, quella sempre più risicata disponibilità liquida sulla quale è necessario costruire, e che deve coprire, tutte le prospettive di spesa di un nucleo familiare. I buoni spesa gratis sono, in realtà, proprio uno dei metodi chiave che, di recente, si stanno dimostrando ideali per superare questo problema.

Identifichiamo innanzitutto, per assicurarci di partire da una base comune, cosa siano i buoni spesa gratis. Non stiamo – attenzione, la differenza è sostanziale – parlando dei ben noti buoni pasto, i famosi “Ticket restaurant” che permettono di acquistare cibo e bevande in molti locali convenzionati e che, per estensione, diversi supermercati accettano per quel tipo di derrate; quando parliamo di buoni spesa gratis ci riferiamo a una categoria ben precisa di Ticket, che possono di fatto essere utilizzati in un grandissimo numero di esercizi commerciali per acquistare beni e merci di ogni genere, non limitati agli alimentari, ma di fatto estesi a elettronica, abiti, e qualsiasi altro tipo di articolo. Come si vede facilmente, la differenza fra i ticket restaurant e i buoni spesa gratis è assolutamente sostanziale.

Ma in che modo, quindi, i buoni spesa gratis possono essere una soluzione per la pressione fiscale che riduce le nostre disponibilità economiche e liquide?
La risposta è abbastanza semplice, e in realtà sono in crescita le soluzioni – come ad esempio diversi network d’acquisto – che stanno iniziando a sfruttarla. Di fatto, i buoni spesa gratis si possono spendere come fossero denaro – ma non sono denaro contante, e quindi sono sottoposti ad una tassazione all’origine, separata ed effettuata secondo aliquote completamente differenti. Questo fa sì che, quando ad esempio uno dei network di cui parlavamo poc’anzi ricompensa i propri membri con, appunto, una fornitura di buoni spesa gratis, questi ultimi possono essere erogati interamente, senza essere sottoposti ad ulteriori pressioni fiscali come invece accadrebbe per un compenso erogato in denaro. E tutto questo rimanendo spendibili, di fatto, esattamente come i contanti, e quindi senza alcuna complicazione per gli utenti: come forma di valore nuova, che serve veramente agli acquisti e non all’accumulo, i buoni spesa gratis potrebbero rivelarsi come elemento dirompente in molte dinamiche economiche.

State creando un cartellone pubblicitario? Ecco qualche elemento di design importante

Ci sono diverse ricerche che sostengono che la persona media, lungo la sua giornata, è esposta a circa 5000 pubblicità di vario genere e su diversi canali. Le riflessioni possibili a partire da questo dato sono sicuramente numerose ed eterogenee, ma quella che più dovrebbe premere a chi si trova a dover fare pubblicità per la propria attività – anche solamente a livello di affissioni di grande cartellonistica, senza voler andare su canali più complessi come quello televisivo – è che, in mezzo a un numero di questo tipo di messaggi, quello della propria azienda ha bisogno di tutto l’aiuto possibile per essere anche solamente notato. Ecco consigli basilari, ma professionali, su tre elementi di design di cui tenere conto nella progettazione del vostro cartellone pubblicitario: potrebbero risultarvi davvero strumenti preziosi!

Colore: La quantità di studi effettuata su questa componente visiva della pubblicità è sconvolgente, e i risultati di questi studi spaziano da consigli di mero buonsenso progettuale a effettive considerazioni di ordine psicologico che hanno un impatto dimostrabile e reale sui risultati ottenuti dalla comunicazione pubblicitaria. Per quanto riguarda il primo genere di consigli, gli elementi sono due: tavolozza e contrasto. Il primo si riferisce alla necessità di non esagerare nel rendere un cartellone variopinto, dando ad ogni elemento un colore differente: anziché sottolineare le parti importanti, questo genera confusione e fatica visiva, che portano a ignorare l’annuncio. Il contrasto tuttavia rimane importante, perchè è essenziale che le scritte e gli elementi fondamentali spicchino chiaramente.
Per quanto riguarda le considerazioni di ordine psicologico, interi libri sono stati scritti sugli effetti del colore: se siete un personal trainer, volete che chi vi legge sia dell’umore attivo e carico generato dal rosso, oppure nello stato d’animo rilassato e tranquillo generato dal giallo?

Testo: Non poco, e non troppo; e leggibile ma particolare. Sembra una lista della spesa contraddittoria, ma sono le regole essenziali del testo nei cartelloni pubblicitari: il carattere utilizzato deve essere di facile lettura, perchè il tempo a disposizione per leggere è poco, ma allo stesso tempo avere qualcosa di caratteristico, che lo renda interessante. E allo stesso modo, limitarsi ad uno slogan può rendere il cartellone poco pregnante, a meno che lo slogan non sia una vera opera di genio, mentre esagerare nel riempire di scritte l’intera superficie fa sì che il tempo e l’interesse si esauriscano, e che il passante eviti del tutto quel cartellone che pare così faticoso anche solo a guardarlo.

Immagini: Sulla scelta dell’immagine occorrerebbe parlare per ore: è una delle competenze base di un grafico professionista, e non è certo in questo breve articolo che è possibile parlarne utilmente. Ma qualche consiglio si può dare anche in questo ambito: da un lato, tenete presente quanto detto poco sopra per il testo, e non esagerate nel riempire lo spazio disponibile. Il “bianco”, o comunque lo spazio vuoto, ha una funzione molto importante nel creare leggibilità e dare un ritmo a un cartellone. E d’altro canto non commettete l’errore che sempre più spesso capita di incontrare, quello di voler usare a tutti i costi immagini economiche, a bassa risoluzione: una volta ingrandite fino a riempire il cartellone, riveleranno tutti i loro difetti, squalificando l’intera comunicazione e sprecando interamente il denaro che avrete speso.

Noleggio auto: cosa controllare per viaggiare sereni

Il noleggio auto, specialmente in viaggio, è sicuramente una delle modalità più razionali e intelligenti di organizzare i propri spostamenti, e ci libera da pensieri e considerazioni che potrebbero appesantire un periodo, magari di vacanza, che vogliamo invece scorra senza problemi. Ma anche in questo caso è bene tenere presente qualche semplice norma, e assicurarsi che il proprio contratto di noleggio auto sia stilato in modo da coprire tutte le possibili necessità ed esigenze.

Iniziamo quindi dalle basi: il contratto di noleggio auto deve assolutamente includere una copertura per l’assistenza e il recupero in caso di guasti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non c’è nulla di peggio che trovarsi bloccati, la macchina guasta, magari in un Paese straniero e di notte, senza avere idea di chi possa darci una mano. Senza dubbio il costo salirà, ma stiamo parlando del tipo di tutela che non ci si pente mai di avere scelto: consideriamola quindi prioritaria su tutte le altre. Informiamoci anche con precisione sui tempi di intervento garantiti e su quali zone siano effettivamente raggiunte dal servizio, in modo da poterci mettere alla guida con la massima tranquillità.

In maniera simile, verifichiamo quale sia il tipo di assicurazione prevista nel contratto di noleggio auto. Per quanto possiamo essere abili e responsabili alla guida, non siamo soli in strada, e per guidare in sicurezza una vettura non nostra è molto meglio sapere che è assicurata contro ogni possibile danno. Niente è peggio, concluso il periodo di noleggio auto, di trovarsi a dover discutere per un graffio alla carrozzeria, per un fanalino rotto, o per una gomma a terra. E non dimentichiamo il rischio, sempre presente, di un danno da terze parti, o addirittura di un furto: l’auto deve essere coperta da ogni rischio con un’assicurazione affidabile e completa.

Terzo elemento che non ci si può permettere di trascurare, in un noleggio auto, è il chilometraggio incluso. Fra i trucchi più comuni in cui capita di imbattersi da parte di molte agenzie di noleggio auto c’è infatti quello di presentare tariffe base basse, ma poi includere un chilometraggio bassissimo, imponendo poi costi elevati sui chilometri extra. Naturalmente questo può rendere il vostro viaggio molto più costoso di quanto pensaste, oppure limitare i vostri spostamenti e quindi anche il vostro divertimento. L’ideale è un noleggio auto a chilometraggio illimitato, che vi permetta quindi, a fronte naturalmente di una tariffa base un poco più alta, di viaggiare quanto volete; ma se questo non fosse possibile, assicuratevi che il viaggio che avete in mente di fare sia fattibile, e che non porti il costo del noleggio auto a livelli inaccettabili per il vostro budget.

Il noleggio auto può davvero rivelarsi la soluzione ideale in molte situazioni. Assicuratevi di analizzare bene l’offerta che vi viene fatta, e senza dubbio troverete quello che fa al caso vostro sia come prestazioni offerte che come budget!