I funerali: da sempre importanti e beneauguranti

I funerali: da sempre importanti e beneauguranti

Il lutto, si sa, è probabilmente uno dei momenti più brutti che un essere umano può passare: che sia un amico, un familiare o il nostro ‘pelosino’ a quattro zampe il momento del distacco è sempre atroce per non dire devastante. L’ultimo saluto avviene mediante il funerale dove la gente cara si riunisce per onorare e per l’appunto salutare per l’ultima volta il defunto.

Sin da tempi antichissimi questo rito ha accompagnato le varie società: egizi, romani e via discorrendo hanno sempre ‘festeggiato’ dignitosamente e decorosamente tutti coloro che lasciavano la vita terrena per andare incontro a quella ultraterrena. Nel dettaglio approfondiremo quelle che erano le usanze nell’antica Roma.

Un funerale per tutti

Che sia di gente ricca o di gente povera il funerale assumeva lo stesso valore: quando le classi sociali meno abbienti non potevano ovviare al pagamento della sepoltura era lo Stato ad occuparsene (a differenza di quanto accade oggi ci permettiamo di aggiungere).
Al momento della morte la persona più cara al defunto dava un bacio in bocca allo stesso in modo tale da inglobare al suo interno lo spirito vitale di colui che ormai non c’era più. Cosi facendo veniva meno il pericolo che lo spirito potesse scagliarsi contro la famiglia e rendere quindi le cose più difficili nei periodi a seguire.

Di solito il defunto veniva tranquillamente sepolto come ci confermano gli scritti di Cicerone e Plinio ma è stato scoperto successivamente grazie agli scavi archeologici che in molti venivano cremati.

In caso di funerali pubblici, ovvero quelli riservati a persone famose, la processione attraversava tutta la città e si fermava all’altezza del Foro per la Laudatio Funebris pronunciata da una persona estremamente cara.

Il funerale oggi

Dal punto di vista rituale qualcosa è cambiato ai giorni nostri ma sicuramente qualcosa è rimasto. Se si cerca un’agenzia funebre a Roma impossibile non affidarsi alla Cattolica San Lorenzo dove un team di persone esperte e carismatiche possono aiutarci fino in fondo per un’elaborazione migliore del lutto.

Fermo restando che questo rimane uno dei momenti più angoscianti da vivere bisogna entrare nell’ottica che questo è il ciclo, a volte crudele, della vita: quel che ci deve consolare è che il defunto ci abbia abbandonati perché chiamato in un posto migliore dove probabilmente le sofferenze che siamo abituati a patire sulla terra non esistono.

E chi lo sa magari un giorno ci ritroveremo tutti lassù a vegliare su qualcuno di caro ancora in vita…

Come si promuove l’apertura di un nuovo negozio? 3 metodi

Come si promuove l’apertura di un nuovo negozio? 3 metodi

Quando si apre da poco un nuovo negozio, è molto difficile farsi conoscere, creare un sano passaparola e sbaragliare una concorrenza già consolidata. Difficile ma non certamente impossibile. Per riuscire a crearsi un nome e ad attrarre più clienti possibili al nostro brand, basta solo utilizzare in modo efficace ed intelligente uno strumento davvero portentoso: la pubblicità. Vecchia di tanti secoli, la pubblicità permette di farsi conoscere, di stupire e soprattutto di farsi un nome all’interno del proprio settore di riferimento. Ma come fare pubblicità al proprio negozio? Ecco qualche strumento da provare subito subito!

1. Video aziendali

I video aziendali hanno dalla loro la capacità di essere immediati, di stabilire una comunicazione diretta con l’utente e soprattutto di essere davvero efficaci in termini di conversioni. Per provare questo strumento, è necessario prima affidarsi ad un’agenzia che si occupa di produzione video Milano, in modo da farsi consigliare nel migliore dei modi strategia, location e storytelling. Solo dopo, via a tutte le vostre idee. Strutturate una storia il più possibile originale, siate innovativi e simpatici ma soprattutto lavorate sull’emotività dell’utente. È l’unico modo per avere una concreta possibilità di riuscire a coinvolgere la fetta di pubblico tanto ambita.

2. Pubblicità cartacea

Sia che si parli di volantini, roll up, cartelloni pubblicitari e così via, la pubblicità cartacea è un mezzo senza tempo e di sicuro successo se il proprio scopo è quello di far conoscere il più possibile il proprio negozio. Servitevi di questi strumenti, anche sulla base dei vostri obiettivi. Ad esempio, volete attrarre i passanti in modo simpatico ed originale? Allora usate i cartelloni pubblicitari, davvero di impatto da un punto di vista emotivo. Oppure, volete solo coinvolgere una fascia di clienti ben mirata? Allora usate i volantini, da distribuire in luoghi di incontro come centri commerciali, piazze, fiere e chi più ne ha, più ne metta. La cosa più importante è provare e riprovare, in modo da capire quel è lo strumento pubblicitario perfetto per voi.

3. Usate i social

I social hanno dalla loro la capacità di raggiungere qualsiasi tipologia di utente, di qualsiasi provenienza e fascia d’età. Ecco perché vanno rigorosamente utilizzati per promuovere la nuova apertura di un negozio. Potete servirvi di Facebook, Instagram, Twitter, anche sulla base del vostro target di riferimento. La cosa più importante è essere costanti, professionali, cordiali e soprattutto originali, sia in termini di pubblicazione dei post che di promozione delle eventuali offerte.

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Come fare affari in Giappone

Come fare affari in Giappone

Il Giappone viene solitamente percepito come un paese misterioso ed affascinante. Attira numerosi viaggiatori da tutto il mondo e tra questoi attira gli imprenditori soprattutto per il suo mercato fiorente che dà la possibilità di avviare collaborazioni proficue. Allo stesso tempo però il Giappone intimorisce gli imprenditori italiani, poiché le normative e le consuetudini giuridiche, sociali ed amministrative, oltre alla lingua, sono molto diverse rispetto ai sistemi italiani ed europei. Tuttavia il Giappone è un paese che, pur mantenendo la sua forte identità, è sempre stato molto aperto all'innovazione ed ha subito un processo di occidentalizzazione che lo avvicina di molto all'Italia ed agli altri paesi europei. Fare ottimi affari in Giappone è possibile, ma bisogna partire preparati in maniera adeguata per cogliere le numerose opportunità che offre questo ammaliante paese.

Da un punto di vista giuridico il Giappone si basa su fonti scritte e su una classe di giuristi, che rappresentano l'ossatura della burocrazia. Lo stato di diritto in Giappone si autodetermina più o meno come in Italia ed in Europa. In tal senso il modello giuridico giapponese che si fonda sulla Costituzione, sui codici e sulle leggi assomiglia molto al modello occidentale, ma esistono anche altre tipologie di controllo sociale volte a difendere le tradizioni, gli usi ed i costumi nipponici.

Dopo questa piccola introduzione è possibile capire come allargare il proprio business nella terra del Sol Levante. Innanzitutto è opportuno affidarsi ad un'agenzia di traduzione per tradurre giapponese italiano tutti i documenti necessari. Non ci sono particolari limiti o restrizioni per gli imprenditori stranieri, che sono liberi di muoversi esattamente come quelli locali. Sono però previste delle eccezioni: il Giappone può limitare la liberalizzazione in alcuni settori sensibili come l'agricoltura, l'estrazione minerarie e petrolifera e i prodotti in pelle secondo le Convenzioni dell'OCSE sulla liberalizzazione dei capitali. La presenza straniera è inoltre soggetta a controlli e limitazioni nei settori della sicurezza nazionale, come l'energia atomica, le armi e l'industriale aerospaziale e dei velivoli.

Gli imprenditori che vogliono avviare un'attività nel paese nipponico devono anche considerare i trattati e le convenzioni internazionali ratificate dal paese straniero e dal Giappone in campo fiscale. Per quanto riguarda l'Italia bisogna fare riferimento alla "Convenzione tra l'Italia ed il Giappone per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito", entrata in vigore il 17 marzo 1973. In base a tale Convenzione l'azienda può stabilirsi in Giappone secondo due modalità: una struttura dotata di "stabile organizzazione" e varie strutture prive di questa specifica caratteristica.

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Dipendenza digitale, troppe ore davanti allo smartphone

Dipendenza digitale, troppe ore davanti allo smartphone

Più di 3 italiani su 10 stanno troppe ore davanti allo smartphone e al tablet, portandoselo anche a tavola e a letto. Sono per lo più giovani e giovanissimi che oggi subiscono una vera e propria dipendenza digitale difficile anche da gestire ed eventualmente smaltire. Anche per questo sono sempre più popolari i percorsi di digital detox che aiutano giovani e meno giovani a disintossicarsi da questa forma di dipendenza, comunque molto grave.

I numeri della dipendenza

Secondo una nuova indagine di Agi-Censis, redatta per l’internet Day 2018, oltre il 60% degli italiani usa il proprio dispositivo mobile per prendere sonno. Un’usanza molto diffusa soprattutto tra i più giovani e in particolare nella fascia di età compresa tra i neomaggiorenni e gli under 35. In questa fascia oltre l’80% usa lo smartphone mentre sta a letto prima di addormentarsi. Per fortuna, man mano che l’età sale, diminuisce anche questa pratica. D’altro canto, gli under35 sono anche tra coloro che più stanno al telefono anche mentre mangiano, portandosi il cellulare anche a tavola. Cosa ancora più grave, ben il 20% dei più giovani dichiara di scrivere messaggi e usare applicazioni come WahtsApp anche mentre guida, con le conseguenze che purtroppo spesso accadono sulle strade italiane. Dunque, non solo un serio rischio per la propria salute, ma anche un grave pericolo per l’incolumità altrui.

Le conseguenze della dipendenza digitale

Ma cosa crea, esattamente, la dipendenza dallo smartphone? Sicuramente conseguenze anche molto importanti e serie per la salute di ciascuno di noi. Pensiamo ad esempio che oggi lo smartphone viene utilizzato per ogni esigenza e informazione, dai tutorial alle guide, come una recensione Samsung Galaxy J5 2017, ma occorre valutare anche il tempo che questa ricerca, più o meno utile, sottrae ad altre attività che potremmo fare ogni giorno, come fare un po’ di sport o dedicarci alla lettura di un libro o anche semplicemente a fare due chiacchiere con la nostra famiglia mentre siamo a tavola insieme. È anche importante valutare le conseguenze mentali e fisiche della dipendenza digitale, dalle patologie agli occhi causate dalla luce blu emessa dai dispositivi come il tablet, il pc o lo smartphone, fino all’ansia che sale all’idea di essere disconnessi anche solo per poche ore, magari a causa di un disservizio. È bene, quindi, affrontare questo tipo di dipendenza, magari in modo autonomo e con piccole correzioni quotidiane, che comprendano ad esempio una sorta di auto-limitazione. Potremmo cominciare a non portare con noi a tavola lo smartphone o a riprendere la sana e bella abitudine di leggere qualche pagina di un libro prima di dormire invece di metterci su Facebook o su Instagram. Piccole abitudini quotidiane che ci aiuterebbero a vivere meglio.

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L’assegno sociale

Tra le varie agevolazioni che vengono fatte ai cittadini italiani che si trovano in  difficoltà, sicuramente l’assegno sociale è una delle più importanti e rientra nei piani di politica sociale proposte dallo Stato.

Quando si parla di questi sussidi o di pagamenti come il TFR( trattamento di fine rapporto), per avere maggiori informazioni clicca qui, è sempre importante conoscere perfettamente di cosa si parla e quali sono le modalità per le richieste.

Cos’è l’assegno sociale

Per assegno sociale s’intende una specifica prestazione economica che viene erogata ai cittadini sia italiani sia stranieri che presentino delle difficoltà economiche e un reddito inferiore a quelle che sono le soglie previste dalla legge del 1 gennaio del 1996.

Questo, dopo la riforma Fornero è rivolto a tutti quei cittadini che hanno un’età di 66 anni e 7 mesi.

Per poter ricevere l’assegno sociale è importante che i cittadini siano iscritti all’anagrafe nel Comune di residenza, mentre i cittadini extracomunitari devono presentare quello che il loro permesso di soggiorno.

Come funziona l’assegno sociale

Dopo la presentazione e l’accettazione della domanda il pagamento dell’assegno viene effettuato  il primo giorno del mese successivo alla domanda.

L’importo dell’assegno si attesta su 453,00 mensile per tredici mensilità e questo viene rilasciato in misura intera a tutti i soggetti non coniugati che non hanno reddito o che sia inferiore a  5.889,00, mentre per un soggetto coniugato e con famiglia il reddito annuo di  11.778,00 euro.

L’assegno è provvisorio e vengono effettuati ogni anno svariati controlli da parte del Comune per quello che riguarda la residenza.

Una delle carattestiche dell’assegno sociale è che questo non è soggetto a quelle che sono le varie trattenute IRPEF.

Ci sono alcuni casi in cui l’assegno sociale può essere sospeso, il primo caso è quando il titolare soggiorna all’estero per un periodo superiore ai 30 giorni e dopo un anno di sospensione  questo viene revocato.

La domanda per l’assegno 2018 deve essere presentata principalmente in modalità telematica, utilizzando come canale principale il sito internet dell’INPS e quindi accedere all’area riservata.

E’ possibile essere guidati nella domanda attraverso l’utilizzo del contact center o farsi aiutare dai vari patronati  e intermediari dell’INPS presenti .

I documenti che vanno presentati all’INPS per la domanda di  assegno sociale sono:

  • L’autocertificazione dei dati personali
  • Dichiarazione della situazione del reddito
  • Dichiarazione di responsabilità per quello che riguarda  un eventuale ricovero in ospedale la cui retta deve essere a carico dello Stato Italiano
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Le migliori gelaterie di Roma centro

Le migliori gelaterie di Roma centro

gelatoRoma è bella di visitare in tutte le stagioni, ma con l’arrivo della primavera e dell’estate è ancora più piacevole soggiornarvi: la bella stagione, le giornate che si allungano, tutto rende a contribuire il soggiorno nella capitale un’autentica vacanza romana d’altri tempi, soprattutto se vi si coniuga il pernottamento in uno degli hotel boutique a Roma centro, magari nei pressi di Piazza Navona dove si trova l’Hotel Teatro Pace, ma anche la più alta concentrazione di gelaterie del centro; infatti, un buon gelato è la pausa ideale nella capitale quando fa caldo.

Le gelaterie a Roma Centro

Il centro storico ha un’alta concentrazione di gelaterie, alcune storiche, altre più recenti ma di ottima qualità. L’area interessata va da Via del Governo Vecchio fino al Pantheon, da Via Vittorio Emanuele II a Piazza Navona. Il gelato è un prodotto tipicamente made in Italy al quale gli italiani sono abituati, ma che per gli stranieri è una delle bontà gastronomiche da provare. Il gelato di Roma è tra i più buoni in Italia, considerando che vi è una delle più antiche e longeve gelaterie d’Italia: Fassi, in via Principe Eugenio dal 1880, oppure l’altrettanto storica Gelateria Giolitti, in Via Uffici del Vicario (a due passi da Montecitorio) o la Gelateria Della Palma con i suoi oltre 150 gusti tra via delle Coppelle e Via della Maddalena (l’hot point delle gelaterie in centro, a due passi da Piazza Navona).

Quali sono le gelaterie migliori a Roma Centro

Scegliere tra le migliori è difficile, allora il tour virtuale delle gelaterie in centro si limita ad alcune vie e a quelle più moderne:

  • Gelateria San Crispino: in Piazza della Maddalena, 3 (zona Pantheon/Navona) è famosa per le sue meringate ai gusti nocciola, caramello e cioccolato; si distingue per la qualità delle materie prime e per il prevalere delle “creme”, rispetto ai gusti alla frutta, tra cui, però, spicca il sorbetto all’arancia selvatica, per palati che amano sperimentare.
  • Gelateria Grom: in Via della Maddalena, 30/a (zona Pantheon/Navona). La grande catena di gelati non poteva mancare all’interno del quadrilatero delle gelaterie che circondano il Pantheon; nonostante sia una catena di gelaterie riesce a tenere fede alla tradizione sia nella preparazione che nella scelta delle materie prime sempre stagionali. Le creme da provare sono pistacchio, torroncino e la crema come si faceva una volta solo con uova e scorza di limone. Tra le specialità da provare la crema pasticcera al torrone e il caramello al sale.
  • Fiocco di neve: in Via del Pantheon, 51 (zona Pantheon) è una piccola gelateria nota per il gusto zabaione e il pistacchio di Bronte, fedeli alla materia prima, dalla consistenza cremosa e non stucchevole.
  • Frigidarium: in via del Governo Vecchio, 112. È un piccolo laboratorio di gelati artigianali sempre affollato di turisti. I gusti da provare sono la crema fiorentina, il mascarpone alle pere e la specialità della casa, il Frigidarium che è una crema variegata al cioccolato con biscotti e cioccolato fuso o panna per guarnizione.
  • Gelateria al Teatro: in Via di San Simone, 70 ad angolo con Via dei Coronari si trova questa gelateria fatta per gli amanti dei gusti eccentrici. Il laboratorio a vista prepara gusti come zucca e amaretto, pera e zenzero, salvia e lampone oppure rosmarino, miele e limone. Tra i gusti classici da provare la mandorla d’Avola e il cioccolato al Nero d’Avola.
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Che cos’è la SEO

Che cos’è la SEO

La parola SEO (Search Engine Optimization) è entrata nel vocabolario di tutte  quelle persone che lavorano sul web e hanno come obiettivo quello di andare a  generare un profitto attraverso la vendita di un prodotto.

Con lo sviluppo della SEO si sono sviluppate delle nuove professioni ed è nata la necessità di dover frequentare un corso seo a Roma, come quelli che vengono erogati da Ela Media.

 Tutto quello che c’è da sapere sulla SEO

Per SEO s’intendono tutte quelle pratiche che sono utilizzate per aumentare la visibilità di un sito internet andando a migliorare quella che è la posizione nella SERP dei motori ricerca per quello che riguarda i risultati organici.

Nell’utilizzo delle tecniche SEO intervengono diverse dinamiche, prima fra tutte  il testo, questo, infatti, deve essere originale al 100% e seguire alcune regole, inoltre è molto importante per un articolo che è scritto in ottica, sono sicuramente l’uso dei link, quelli in entrata, che vengono dagli altri sito e sono definiti come back link.

La principale caratteristica della SEO che la distingue da SEM (Search Engine Marketing), che non è fatto un pagamento al motore di ricerca, cosa questa che avviene con la SEM che usa una specifica piattaforma Google Adwords.

ABC della SEO

Chi si affaccia per la prima volta alla SEO deve per forza conoscere il significato e l’utilizzo di determinati concetti.

Keywords

Alla base della SEO ci sono sicuramente le keywords ( parole chiave), queste possono essere delle parole o stringe di testo, in questo caso è definita come long tail.

E’ importante scegliere bene le keywords giuste legate al business e questa scelta avviene attraverso l’uso di vari tool che ci consigliano in base alla ricerca effettuata dagli utenti sulle keywords.

E’ consigliabile scegliere delle keywords che non siano troppo generiche, infatti, è più facile porsi per keywords con meno concorrenza.

Indicizzazione

L’indicizzazione è quel processo d’analisi attraverso il quale i vari spider di Google, in base al valore della pertinenza della keywords, va ad acquisire e interpretarlo restituendo una specifica posizione nella SERP.

Nel contesto d’indicizzazione rientra sicuramente il lavoro che viene fatto in ottica SEO sui contenuti presenti all’interno del sito internet.

 

Ottimizzazione

In ambito SEO l’ottimizzazione è fondamentale e riguarda tutti i vari lavori che vengono fatti all’interno del contenuto e della keywords che vogliono essere indicizzati in modo da guadagnare più posizioni possibili, rispettando i dettami degli spider di Google.

 

 

Come ottenere carta verde per gli USA tramite datore di lavoro

Come ottenere carta verde per gli USA tramite datore di lavoro

L’ingresso negli Stati Uniti è severamente regolamentato sia che si acceda come turisti che come lavoratori è necessario ottenere un visto di immigrazione – e ve ne sono di diverse tipologie a seconda delle richieste – o la dichiarazione ESTA (un visto turistico temporaneo più “facile” da ottenere solo per alcuni paesi aderenti, ma necessario anche solo per il transito negli Stati Uniti). Per quanti desiderano rimanere per più tempo devono fare richiesta del visto e della carta verde per gli USA, un permesso di soggiorno che può essere richiesto sotto molte forme diverse. Chi si trasferisce per lavoro, invece, potrà ottenere la carta verde per sponsorizzazione del datore di lavoro, vale  dire solo tramite richiesta da parte del datore di lavoro, ma il migrante è sempre tenuto all’obbligo di preparare la documentazione necessaria all’ingresso nel paese, visto, passaporto digitale e – in caso di lavoro – una specifica certificazione. Le richieste non sono difficili da inoltrare e tutto può essere svolto telematicamente, ma per qualsiasi mediazione linguistica o consulenza legale sull’iter burocratico è consigliabile rivolgersi a uno studio legale specializzato come lo Studio Legale Carlo Castaldi.

Quali sono le tipologie di certificazione di lavoro richieste

La carta verde o green card si può, dunque, ottenere tramite la sponsorizzazione o richiesta diretta di un datore di lavoro statunitense al quale compete la compilazione dei seguenti documenti:

  • Modulo I-140 Immigrant Petition for Alien Worker (il costo della pratica è di 580 dollari);

  • Richiesta I-9 Employment Eligibility Verification Form (gratuito);

  • Il modulo ETA-750 – solo per alcune tipologie di lavoro – da inoltrare al dipartimento competente del Ministero del Lavoro statunitense.

Per quanto riguarda gli obblighi del lavoratore, occorre presentare una specifica labor certification – o certificato di lavoro – per le seguenti categorie di impiego:

 

  1. EB-2 professionals with advanced degrees or person with exeptional ability: è richiesta la certificazione per coloro che possiedono una laurea triennale e hanno lavorato almeno 5 anni post-laurea;

  2. EB-3 skilled or professional workers: certificazione richiesta per chi ha avuto esperienze di lavoro di almeno due anni e per chi dimostra di avere competenze ritenute rare o non presenti negli Stati Uniti.

Le categorie di lavoratori esonerati dalla certificazione di lavoro

Vi sono, invece, tre categorie di lavoratori che non richiedono la labor certification e si tratta di professionisti o lavoratori dalle abilità notoriamente riconosciute, nello specifico possono ottenere il permesso di lavoro relativo alle proprie capacità senza presentarne richiesta le seguenti categorie:

  1. EB-1 priority workers: si tratta di un permesso di lavoro rilasciato a persone che hanno dimostrato di aver ottenuto risultati prestigiosi nel campo della ricerca scientifica, dell’arte, scienza, istruzione o sport come Premi Nobel, Premi Pulitzer, medaglie olimpiche oppure manager di multinazionali che desiderano lavorare negli Stati Uniti dopo aver lavorato in altri contesti prestigiosi all’estero.

  2. EB-4 special immigrants: si tratta di persone che hanno competenze particolari come religiosi, membri delle forze armate, funzionari di organizzazioni internazionali come ONU, NATO, Banca Mondiale, rappresentanti diplomatici, traduttori afghani o iracheni, medici.

  3. EB-5 immigrant investors, enterpreneurs: è un permesso di lavoro rilasciato a coloro che desiderano investire negli Stati Uniti purché provvedano a fornire un posto di lavoro per un minimo di 10 persone a loro volta autorizzate a lavorare nel paese.

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I vantaggi offerti dai centri Opel Service

I vantaggi offerti dai centri Opel Service

Se sei in possesso di un'auto del marchio Opel e hai bisogno di effettuare il tagliando o la revisione, invece che affidarti a una generica officina dovresti fare riferimento a un centro Opel Service. Tieni presente che per le vetture di questo marchio la manutenzione è prevista una volta all'anno o una volta ogni 30mila chilometri, in funzione dell'evento che avviene prima, salvo che sullo schermo di manutenzione che fa parte del quadro strumenti non vi siano altre indicazioni. Per avere la certezza di mantenere la propria auto sempre nelle migliori condizioni, sia dal punto di vista della sicurezza che sul piano dell'efficienza, non si può fare altro che usufruire del programma di manutenzione che viene messo a disposizione e reso possibile da uno dei centri autorizzati del marchio, con i relativi controlli e le eventuali sostituzioni che si dovessero rendere necessarie.

Ma di cosa si occupa, nello specifico, un centro Opel Service? I professionisti attivi in questo contesto assicurano tutto ciò che serve per una manutenzione perfetta e costante delle auto del marchio. Si immagini, per esempio, che mentre si è alla guida sul display venga segnalata la necessità di un cambio di olio motore aggiuntivo: vuol dire che è indispensabile sostituire il lubrificante nel più breve tempo possibile per far sì che la vettura continui a funzionare senza inconvenienti. In una situazione del genere, si può scegliere tra una normale officina e un centro Opel: quest'ultimo è, ovviamente, da preferire, vista la competenza specifica relativa ai veicoli del marchio.

Ma ovviamente sono molte altre le operazioni che possono essere svolte da un riparatore Opel: il rabbocco dei liquidi o il controllo del filtro dell'aria, che nel caso in cui sia bloccato rischia di far lavorare il motore in misura superiore al dovuto, determinando un inutile incremento delle emissioni di anidride carbonica. I consigli forniti da un tecnico Opel sono finalizzati a ottenere le massime prestazioni dalla vettura di cui si è alla guida.

La manutenzione dell'auto viene curata in ogni dettaglio, anche per mezzo di una apparecchiatura di diagnostica di ultima generazione, che comprende – tra l'altro – manometri per pneumatici attraverso i quali è possibile verificare la corretta impostazione della pressione delle gomme. Insomma, perché rivolgersi a un comune meccanico, per quanto competente, quando si ha l'opportunità di usufruire dell'esperienza e della specializzazione di un professionista operativo in un centro Opel dedicato? Qui, inoltre, vengono effettuati tutti gli aggiornamenti di software necessari.

Se possedete un'Opel e vivete ad Udine il vostro centro di riferimento non può che essere l'Opel Service di Feletto rapprensentato dall'autofficina Autronica Via Enrico Fermi 55 Tavagnacco 0432 570031. Nel 2017 Autronica si è accaparrata il premio come Opel Service più efficiente d'Italia. 

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Il cambio della guardia al Quirinale

Il cambio della guardia al Quirinale

Il Quirinale è la sede ufficiale del Presidente della Repubblica, il luogo principale simbolo della vita della Repubblica italiana. Definito dal Presidente Sergio Mattarella, la casa degli italiani, il Palazzo del Quirinale si trova nel Rione Monti, a ridosso di Via Nazionale, una delle arterie principali della capitale. Il Quirinale è un luogo di attrazione turistica per la bellezza delle sue architetture e anche per il cambio della guardia eseguito dalla scorta presidenziale, rappresentata dai colossali Corazzieri, una delle scorte armate più prestigiose e spettacolari al mondo. I turisti che hanno la fortuna di alloggiare in un albergo in questa zona, come ad esempio il Floris Hotel, che è un hotel in Via Nazionale a Roma, possono facilmente recarsi al Quirinale per assistere al cambio della guardia nei giorni e negli orari prestabiliti.

Gli orari del Cambio della Guardia al Quirinale

Il Quirinale è un patrimonio culturale e museale aperto al pubblico per le visite dietro prenotazione obbligatoria (almeno 5 giorni prima della data prevista); ma una delle maggiori attrazioni del Quirinale è il cambio della Guardia.

  • L’orario invernale – da ottobre a giugno – è ogni domenica alle ore 16.00 nella Piazza del Quirinale;
  • L’orario estivo – dal 3 giugno a fine settembre –è ogni domenica alle ore 18.00 in Piazza del Quirinale.

Negli altri giorni, il cambio della guardia si svolge all’interno del Palazzo, non visibile al pubblico. Vi sono eventi eccezionali per cui le giornate del cambio della guardia variano. Per chi desidera assistere al cambio della guardia all’interno del cortile del Palazzo, gli orari di apertura del palazzo sono:

  • Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 16.00;
  • Lunedì e giovedì chiuso.

Il palazzo del Quirinale resta chiuso durante le festività natalizia, per la Festa della Repubblica e tutto il mese di agosto.

Breve storia del Quirinale

Il Palazzo del Quirinale si trova sull’omonimo colle e grazie alla sua posizione sopraelevata ha sempre goduto di particolare salubrità dell’aria, diventando fin dal IV sec. a.C. nucleo residenziale e di culto preferenziale per i patrizi romani. Dove oggi sorge il palazzo, fu costruito un tempio dedicato al culto del Dio Quirino, protettore delle attività pacifiche dell’uomo e un tempio dedicato alla Dea Salute dove si svolgevano  cerimonie per auspicare il benessere dell’Impero. Nel Medioevo, il Colle ospitò gli insediamenti di palazzi gentilizi, torri di guardia – per la sua posizione strategica – e chiese. Tra il XV e XVI secolo, furono erette le prime dimore di nobili ed esponenti del clero, come Palazzo Carafa, dimora dell’omonimo cardinale e che si ritiene essere il primo nucleo abitativo su cui fu completata la costruzione dell’attuale Palazzo del Quirinale. Palazzo Carafa fu affittato dal Cardinale Ippolito d’Este che trasformò le vigne circostanti in un giardino con sentieri, statue e fontane. Poi, la residenza passò ad ospitare Papa Gregorio XIII che nel 1583 realizzò il palazzo attuale sede della Presidenza della Repubblica. Nel ‘700, il Quirinale divenne sede dell’imperatore Napoleone durante l’occupazione di Roma; l’edificio fu adattato ai gusti personali del nuovo inquilino in stile Neoclassico per mano dell’architetto Stern, lo stesso che – per ironia della sorte – fu incaricato da papa Pio VII nel 1814 di cancellare ogni traccia del passaggio napoleonico. In quell’occasione furono costruite la fontana dei Dioscuri e scoperti gli affreschi della Cappella Paolina. Papa Pio VII fu l’ultimo pontefice a soggiornare nel Palazzo del Quirinale a seguito della Breccia di Porta Pia del 1870 e l’annessione di Roma al neo Regno d’Italia. Il palazzo divenne la dimora della famiglia reale fino al 1946 quando con la nascita della Repubblica, il Quirinale divenne l’attuale residenza del Presidente della Repubblica. Gli arredamenti interni sono originali e rimasti invariati nel tempo costituendo un inestimabile patrimonio artistico.