Come curare correttamente l’igiene orale

Come curare correttamente l’igiene orale

Lavare i denti, fa parte di una di quelle azioni che facciamo sempre nella nostra routine; nonostante sia un’attività che ci viene inculcata sin da quando siamo bambini, può capitare di sbagliare le modalità con cui la eseguiamo. Molte volte il problema sta proprio nello strumento che utilizziamo durante questa pratica: lo spazzolino.

Non curare i denti, porta ad una serie di problemi, sia all’interno della bocca che all’organismo in generale. In questo articolo scopriremo come lavare bene i denti, utilizzando nel modo giusto lo spazzolino.

Quale spazzolino bisogna utilizzare?

Spesso non diamo molta importanza alla tipologia di spazzolino che andiamo a scegliere, ma in realtà, essa rappresenta il primo step per una corretta igiene dentale. Lo spazzolino, è importante che sia munito di setole in nylon, che abbia una testina piccola e sia caratterizzato da una durezza media.

Gli spazzolini troppo duri infatti, possono creare danni sia alle gengive che allo smalto dei denti. La testina piccola invece, permette di raggiungere più facilmente la parte posteriore della bocca. Gli spazzolini elettrici sono una buona alternativa agli spazzolini manuali, ma anche quelli vanno scelti e adoperati con precisione e attenzione.

E’ inoltre importante ricordare di sostituire ogni 3 mesi lo spazzolino dal momento che le setole con l’uso, perdono la loro forma originale e la loro efficacia. Per evitare che dei microbi rimangano incastrati tra setola e manico, bisogna risciacquare lo spazzolino dopo l’utilizzo e tenerlo in posizione verticale sino all’uso successivo.

Oltre allo spazzolino, per una corretta igiene orale, sono necessari anche: un dentifricio al fluoro in linea con le proprie esigenze (se ne trovano in commercio per denti sensibili, contro il tartaro, anti carie, e così via), il filo interdentale, da passare tra dente e dente delicatamente prima di iniziare a spazzolare, il colluttorio (meglio se al fluoro e senza alcol) per sciacquare la bocca dopo il lavaggio. E’ importante non dimenticare mai che il dentifricio così come il colluttorio, non vanno assolutamente ingeriti.

Lo spazzolino: errori da evitare

Lo spazzolino da denti, nonostante lo usiamo fin da bambini, tendiamo di frequente ad utilizzarlo in modo scorretto; ad esempio, solitamente tendiamo a spazzolare i nostri denti in senso orizzontale, quindi da sinistra verso destra e viceversa, piuttosto che in senso verticale o circolatorio. Un altro errore da evitare inoltre, è quello di tenere la bocca chiusa durante la pulizia: è sbagliato, in quanto mentre si lavano i denti, la bocca deve rimanere aperta!

 

Torna l’inverno, tornano film e telefim

Torna l’inverno, tornano film e telefim

L’estate è oramai alle porte e lo stile di vita di tutti viene un po' modificato. È tempo di dire arrivederci al mare, di rimandare di un anno le uscite serali con gli amici alla ricerca del locale che maggiormente farebbe comodo alle nostre esigenze.

Adesso l’autunno è alle porte e ricominciano le solite routine: c’è chi va ancora a scuola, chi riprende gli studi all’università e chi torna a lavorare aspettando con ansia il week end per staccare la spina dallo stress che quotidianamente si accumula.

Ognuno di noi, ovviamente, ha un modo estremamente personale per ricaricare le pile prima di affrontare un’altra settimana di sacrifici. C’è chi usa come valvola di sfogo la palestra, mentre c’è chi preferisce stare tutto il giorno in casa in pantofole e c’è infine chi a prescindere dalle condizioni atmosferiche / meteorologiche predilige lo stare lontano dalle mura di casa.

E voi cosa preferite?

Tutto giusto, ci mancherebbe perché come detto ognuno si rilassa a modo proprio. Ultimamente, però, anche e soprattutto tra i giovani, si allarga a macchia d’olio la fascia di ragazzi che terminati gli studi quotidiani optano per l’accendere il computer e vedere film in streaming.

La novità degli ultimi anni è sicuramente rappresentata dalla quantità disarmante di serie tv che possiamo facilmente reperire: da The Walking Dead a Person of Interest, passando per Vikings senza dimenticare Lost, Prison Break o quant’altro. Noi ne abbiamo citato solo cinque ma le serie tv a disposizioni degli utenti del web, nel vero senso della parola, non si riescono a contare.

Il fascino dei film

Il fascino dei film, però, è sempre un’altra cosa. Tra i tantissimi titoli che si sono susseguiti nel corso degli anni ci sono titoli che rimarranno indelebili: alcuni famosissimi altri un po' meno.
Questo magari non sarà conosciutissimo come altri film, ma finisce di diritto tra quelli più belli mai prodotti. Stiamo parlando di ‘ Se mi lasci ti cancello ’, un film romantico e fantascientico, nonché dramamtico: attori principali di questa pellicola datata 2004 sono Jim Carrey e Kate Winslet nelle parti rispettivamente di Joel Barish e Clementine Kruczynski.

La storia parla di questi due ragazzi che dopo esser stati fidanzati decidono di lasciarsi. Prima Clementine e poi Joel decidono di affidarsi ad una società, tale Lacuna, per rimuovere dai propri ricordi l’altra persona. In parte l’esperimento funziona, dall’altra parte no: una serie clamorosa di coincidenze rendono il procedimento quantomai difficoltoso. L’esito è tutt’altro che scontato ma non staremo qui a dirvi come finisce. Vi invogliamo semplicemente a vederlo perché siamo sicuri non ve ne pentirete. Buona visione.

Come progettare il giardino della vostra nuova casa con bassa manutenzione

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Avete appena trovato una nuova casa e magari avete appena scelto https://www.traslochiromaeasy.it come vostra nuova ditta di trasloco per un servizio efficiente e professionale. Quel che vi manca è cercare di comprendere come poter pianificare gli interventi della vostra nuova “sede” domestica… magari cominciando dal giardino che tanto avete desiderato. Ma come fare?

Una cosa è certa: vite sempre più indaffarate, tempo libero sempre più ristretto o forse un cambiamento di abitudini significano che, per molti di noi, un giardino che richieda bassa manutenzione è un vero e proprio must. Guai però a pensare che una bassa manutenzione significhi una condizione di trascuratezza della vostra area verde, o peggio ancora un giardino pavimentato e privo di piante. Realizzare un giardino a bassa manutenzione ma contemporaneamente di grande fascino è facile da pianificare e straordinario da vivere. Ma come fare?

Iniziate dal prato. I prati che hanno i lastricati sono più facili da falciare: usate un tosaerba per pacciamatura e lasciate dei piccoli residui sull’erba: in questo modo non è necessario smaltirli e daranno un loro contributo per la crescita del prato. Se poi non avete molto tempo, riducete l’area del prato con l’installazione di fiori selvatici che necessitano solo di un ritaglio di tanto in tanto.

Nella pianificazione di un giardino a bassa manutenzione abbiate anche cura di mantenere la forma dei bordi dritti o delicatamente curvi. Cercate anche di rialzare il terreno in cui avete intenzione di porre in essere delle aree di coltivazione di ortaggi ed erbe: in questo modo aiuterete a distinguere le varie zone e, di conseguenza, riuscirete a falciare il prato verde con maggiore comodità.

Posizionate poi gli elementi del giardino che richiedono una maggiore manutenzione più vicino a dove saranno accessibili, o più vicino al proprio capannone, in modo tale da ridurre il viaggio con attrezzi e attrezzature. Sostituite i percorsi stretti e tortuosi con percorsi più ampi e diritti, che abbiano bordi a filo del prato per una rasatura rapida.

Ricordate poi che alcune piante come le foglie di insalata necessitano di annaffiature regolari, e sarebbe opportuno dunque farle crescere più vicino a una presa d’acqua. Se avete poco tempo per l’acqua, considerate l’installazione di un sistema di irrigazione automatico: oramai costano davvero poco, e possono dare un modo davvero efficiente per l’irrigazione del vostro giardino.

Rammentate infine che alberi e arbusti tendono ad essere le scelte di più bassa manutenzione nella maggior parte dei giardini. Scegliete quelli adatti al vostro suolo e al vostro clima, in quanto sono più propensi a prosperare senza particolari cure. Anche molte erbe richiedono il taglio solo una volta all’anno, mentre alcune piante perenni come il geranio e la pervinca lasceranno ben poco spazio alle erbacce.

Insomma, come avete avuto modo di vedere, e alternative sono davvero tante e aspettano solamente di essere scoperte. Perché non approfittare delle settimane che precedono il trasloco per poterle programmare, prima di approdare con i vostri mobili nel nuovo appartamento?

L’ importanza dello smaltimento rifiuti speciali

L’ importanza dello smaltimento rifiuti speciali

Preoccuparsi dei propri consumi e dell’impatto che quest’ultimi hanno sull’ambiente che ci circonda, dovrebbe essere una delle priorità di ognuno di noi. Purtroppo, molto spesso non ci rendiamo conto degli effetti che causiamo, non rispettando le regole per un corretto smaltimento dei rifiuti, in particolare, di quelli speciali.

Rifiuti speciali: di cosa si tratta

I rifiuti speciali consistono in rifiuti, che sono stati prodotti da industrie e aziende; essi si differenziano dai classici rifiuti urbani, per il fatto che non vengono gestiti dalla pubblica amministrazione sulla base di contributi fiscali, ma piuttosto, vengono gestiti e smaltiti da un sistema costituito da aziende private. Un esempio è Nieco, per ulteriori informazioni, clicca qui.

L’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti speciali, avviene sulla base di rapporti specifici e diretti che s’instaurano tra i produttori dei rifiuti speciali (ovvero, le aziende clienti) e i fornitori di servizi (ovvero, gli impianti di smaltimento insieme a tutti gli operatori cui sono attribuite le varie fasi relative alla gestione dei rifiuti: trasporto, servizio, gestione documentale, analisi, ecc.).

Il sistema di smaltimento di rifiuti speciali è molto ampio perché deve poter offrire delle soluzioni adatte a tutte le esistenti tipologie di rifiuti che vengono prodotti delle aziende. Le soluzioni per lo smaltimento sono sempre in continua mutazione e sviluppo, questo perché vengono costantemente scoperte nuove tecnologie di gestione e trattamento dei rifiuti.

A chi rivolgersi

Come accennato precedentemente, è di vitale importanza capire come gestire i rifiuti al fine di prendersi cura anche dell’ambiente circostante. In relazione a questa realtà, sono sempre di più le imprese specializzate nello smaltimento dei rifiuti speciali.

Prima è stata menzionata la grande impresa di Nieco. La parola chiave che è alla base di quest’ultima, è ecosostenibilità. Questo perché, il concetto fondamentale di questa importante attività, sta nel fatto che ogni semplice oggetto, che alla fine dell’utilizzo, decidiamo di gettare via, perché ritenuto ormai futile, rappresenta in realtà una grande risorsa.

Basandosi su questa visione, la Nieco, ha da sempre lo scopo di assicurare una perfetta gestione dei rifiuti speciali e non, al termine del loro ciclo vitale, cercando di ricavare il potenziale economico che essi hanno, e di occuparsi dell’impatto che quest’ultimi, potrebbero avere sull’ambiente.

Nieco rappresenta una delle maggiori espressioni sul territorio dei Sistemi collettivi di Raccolta; in particolare, è specializzata nel trattamento di rifiuti quali:

  • oli lubrificanti e combustibili;
  • pile e batterie, pneumatici, lampade fluorescenti, R.A.E.E.;
  • terreni contaminati;
  • imballaggi contaminati
  • acque industriali derivanti da operazioni come il taglio dei metalli e fondami di serbatoi;
  • oli e trasformatori contaminati da PCB;
  • oli vegetali e commestibili.

 

I funerali: da sempre importanti e beneauguranti

I funerali: da sempre importanti e beneauguranti

Il lutto, si sa, è probabilmente uno dei momenti più brutti che un essere umano può passare: che sia un amico, un familiare o il nostro ‘pelosino’ a quattro zampe il momento del distacco è sempre atroce per non dire devastante. L’ultimo saluto avviene mediante il funerale dove la gente cara si riunisce per onorare e per l’appunto salutare per l’ultima volta il defunto.

Sin da tempi antichissimi questo rito ha accompagnato le varie società: egizi, romani e via discorrendo hanno sempre ‘festeggiato’ dignitosamente e decorosamente tutti coloro che lasciavano la vita terrena per andare incontro a quella ultraterrena. Nel dettaglio approfondiremo quelle che erano le usanze nell’antica Roma.

Un funerale per tutti

Che sia di gente ricca o di gente povera il funerale assumeva lo stesso valore: quando le classi sociali meno abbienti non potevano ovviare al pagamento della sepoltura era lo Stato ad occuparsene (a differenza di quanto accade oggi ci permettiamo di aggiungere).
Al momento della morte la persona più cara al defunto dava un bacio in bocca allo stesso in modo tale da inglobare al suo interno lo spirito vitale di colui che ormai non c’era più. Cosi facendo veniva meno il pericolo che lo spirito potesse scagliarsi contro la famiglia e rendere quindi le cose più difficili nei periodi a seguire.

Di solito il defunto veniva tranquillamente sepolto come ci confermano gli scritti di Cicerone e Plinio ma è stato scoperto successivamente grazie agli scavi archeologici che in molti venivano cremati.

In caso di funerali pubblici, ovvero quelli riservati a persone famose, la processione attraversava tutta la città e si fermava all’altezza del Foro per la Laudatio Funebris pronunciata da una persona estremamente cara.

Il funerale oggi

Dal punto di vista rituale qualcosa è cambiato ai giorni nostri ma sicuramente qualcosa è rimasto. Se si cerca un’agenzia funebre a Roma impossibile non affidarsi alla Cattolica San Lorenzo dove un team di persone esperte e carismatiche possono aiutarci fino in fondo per un’elaborazione migliore del lutto.

Fermo restando che questo rimane uno dei momenti più angoscianti da vivere bisogna entrare nell’ottica che questo è il ciclo, a volte crudele, della vita: quel che ci deve consolare è che il defunto ci abbia abbandonati perché chiamato in un posto migliore dove probabilmente le sofferenze che siamo abituati a patire sulla terra non esistono.

E chi lo sa magari un giorno ci ritroveremo tutti lassù a vegliare su qualcuno di caro ancora in vita…

Come si promuove l’apertura di un nuovo negozio? 3 metodi

Come si promuove l’apertura di un nuovo negozio? 3 metodi

Quando si apre da poco un nuovo negozio, è molto difficile farsi conoscere, creare un sano passaparola e sbaragliare una concorrenza già consolidata. Difficile ma non certamente impossibile. Per riuscire a crearsi un nome e ad attrarre più clienti possibili al nostro brand, basta solo utilizzare in modo efficace ed intelligente uno strumento davvero portentoso: la pubblicità. Vecchia di tanti secoli, la pubblicità permette di farsi conoscere, di stupire e soprattutto di farsi un nome all’interno del proprio settore di riferimento. Ma come fare pubblicità al proprio negozio? Ecco qualche strumento da provare subito subito!

1. Video aziendali

I video aziendali hanno dalla loro la capacità di essere immediati, di stabilire una comunicazione diretta con l’utente e soprattutto di essere davvero efficaci in termini di conversioni. Per provare questo strumento, è necessario prima affidarsi ad un’agenzia che si occupa di produzione video Milano, in modo da farsi consigliare nel migliore dei modi strategia, location e storytelling. Solo dopo, via a tutte le vostre idee. Strutturate una storia il più possibile originale, siate innovativi e simpatici ma soprattutto lavorate sull’emotività dell’utente. È l’unico modo per avere una concreta possibilità di riuscire a coinvolgere la fetta di pubblico tanto ambita.

2. Pubblicità cartacea

Sia che si parli di volantini, roll up, cartelloni pubblicitari e così via, la pubblicità cartacea è un mezzo senza tempo e di sicuro successo se il proprio scopo è quello di far conoscere il più possibile il proprio negozio. Servitevi di questi strumenti, anche sulla base dei vostri obiettivi. Ad esempio, volete attrarre i passanti in modo simpatico ed originale? Allora usate i cartelloni pubblicitari, davvero di impatto da un punto di vista emotivo. Oppure, volete solo coinvolgere una fascia di clienti ben mirata? Allora usate i volantini, da distribuire in luoghi di incontro come centri commerciali, piazze, fiere e chi più ne ha, più ne metta. La cosa più importante è provare e riprovare, in modo da capire quel è lo strumento pubblicitario perfetto per voi.

3. Usate i social

I social hanno dalla loro la capacità di raggiungere qualsiasi tipologia di utente, di qualsiasi provenienza e fascia d’età. Ecco perché vanno rigorosamente utilizzati per promuovere la nuova apertura di un negozio. Potete servirvi di Facebook, Instagram, Twitter, anche sulla base del vostro target di riferimento. La cosa più importante è essere costanti, professionali, cordiali e soprattutto originali, sia in termini di pubblicazione dei post che di promozione delle eventuali offerte.

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Come fare affari in Giappone

Come fare affari in Giappone

Il Giappone viene solitamente percepito come un paese misterioso ed affascinante. Attira numerosi viaggiatori da tutto il mondo e tra questoi attira gli imprenditori soprattutto per il suo mercato fiorente che dà la possibilità di avviare collaborazioni proficue. Allo stesso tempo però il Giappone intimorisce gli imprenditori italiani, poiché le normative e le consuetudini giuridiche, sociali ed amministrative, oltre alla lingua, sono molto diverse rispetto ai sistemi italiani ed europei. Tuttavia il Giappone è un paese che, pur mantenendo la sua forte identità, è sempre stato molto aperto all'innovazione ed ha subito un processo di occidentalizzazione che lo avvicina di molto all'Italia ed agli altri paesi europei. Fare ottimi affari in Giappone è possibile, ma bisogna partire preparati in maniera adeguata per cogliere le numerose opportunità che offre questo ammaliante paese.

Da un punto di vista giuridico il Giappone si basa su fonti scritte e su una classe di giuristi, che rappresentano l'ossatura della burocrazia. Lo stato di diritto in Giappone si autodetermina più o meno come in Italia ed in Europa. In tal senso il modello giuridico giapponese che si fonda sulla Costituzione, sui codici e sulle leggi assomiglia molto al modello occidentale, ma esistono anche altre tipologie di controllo sociale volte a difendere le tradizioni, gli usi ed i costumi nipponici.

Dopo questa piccola introduzione è possibile capire come allargare il proprio business nella terra del Sol Levante. Innanzitutto è opportuno affidarsi ad un'agenzia di traduzione per tradurre giapponese italiano tutti i documenti necessari. Non ci sono particolari limiti o restrizioni per gli imprenditori stranieri, che sono liberi di muoversi esattamente come quelli locali. Sono però previste delle eccezioni: il Giappone può limitare la liberalizzazione in alcuni settori sensibili come l'agricoltura, l'estrazione minerarie e petrolifera e i prodotti in pelle secondo le Convenzioni dell'OCSE sulla liberalizzazione dei capitali. La presenza straniera è inoltre soggetta a controlli e limitazioni nei settori della sicurezza nazionale, come l'energia atomica, le armi e l'industriale aerospaziale e dei velivoli.

Gli imprenditori che vogliono avviare un'attività nel paese nipponico devono anche considerare i trattati e le convenzioni internazionali ratificate dal paese straniero e dal Giappone in campo fiscale. Per quanto riguarda l'Italia bisogna fare riferimento alla "Convenzione tra l'Italia ed il Giappone per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito", entrata in vigore il 17 marzo 1973. In base a tale Convenzione l'azienda può stabilirsi in Giappone secondo due modalità: una struttura dotata di "stabile organizzazione" e varie strutture prive di questa specifica caratteristica.

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Dipendenza digitale, troppe ore davanti allo smartphone

Dipendenza digitale, troppe ore davanti allo smartphone

Più di 3 italiani su 10 stanno troppe ore davanti allo smartphone e al tablet, portandoselo anche a tavola e a letto. Sono per lo più giovani e giovanissimi che oggi subiscono una vera e propria dipendenza digitale difficile anche da gestire ed eventualmente smaltire. Anche per questo sono sempre più popolari i percorsi di digital detox che aiutano giovani e meno giovani a disintossicarsi da questa forma di dipendenza, comunque molto grave.

I numeri della dipendenza

Secondo una nuova indagine di Agi-Censis, redatta per l’internet Day 2018, oltre il 60% degli italiani usa il proprio dispositivo mobile per prendere sonno. Un’usanza molto diffusa soprattutto tra i più giovani e in particolare nella fascia di età compresa tra i neomaggiorenni e gli under 35. In questa fascia oltre l’80% usa lo smartphone mentre sta a letto prima di addormentarsi. Per fortuna, man mano che l’età sale, diminuisce anche questa pratica. D’altro canto, gli under35 sono anche tra coloro che più stanno al telefono anche mentre mangiano, portandosi il cellulare anche a tavola. Cosa ancora più grave, ben il 20% dei più giovani dichiara di scrivere messaggi e usare applicazioni come WahtsApp anche mentre guida, con le conseguenze che purtroppo spesso accadono sulle strade italiane. Dunque, non solo un serio rischio per la propria salute, ma anche un grave pericolo per l’incolumità altrui.

Le conseguenze della dipendenza digitale

Ma cosa crea, esattamente, la dipendenza dallo smartphone? Sicuramente conseguenze anche molto importanti e serie per la salute di ciascuno di noi. Pensiamo ad esempio che oggi lo smartphone viene utilizzato per ogni esigenza e informazione, dai tutorial alle guide, come una recensione Samsung Galaxy J5 2017, ma occorre valutare anche il tempo che questa ricerca, più o meno utile, sottrae ad altre attività che potremmo fare ogni giorno, come fare un po’ di sport o dedicarci alla lettura di un libro o anche semplicemente a fare due chiacchiere con la nostra famiglia mentre siamo a tavola insieme. È anche importante valutare le conseguenze mentali e fisiche della dipendenza digitale, dalle patologie agli occhi causate dalla luce blu emessa dai dispositivi come il tablet, il pc o lo smartphone, fino all’ansia che sale all’idea di essere disconnessi anche solo per poche ore, magari a causa di un disservizio. È bene, quindi, affrontare questo tipo di dipendenza, magari in modo autonomo e con piccole correzioni quotidiane, che comprendano ad esempio una sorta di auto-limitazione. Potremmo cominciare a non portare con noi a tavola lo smartphone o a riprendere la sana e bella abitudine di leggere qualche pagina di un libro prima di dormire invece di metterci su Facebook o su Instagram. Piccole abitudini quotidiane che ci aiuterebbero a vivere meglio.

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L’assegno sociale

Tra le varie agevolazioni che vengono fatte ai cittadini italiani che si trovano in  difficoltà, sicuramente l’assegno sociale è una delle più importanti e rientra nei piani di politica sociale proposte dallo Stato.

Quando si parla di questi sussidi o di pagamenti come il TFR( trattamento di fine rapporto), per avere maggiori informazioni clicca qui, è sempre importante conoscere perfettamente di cosa si parla e quali sono le modalità per le richieste.

Cos’è l’assegno sociale

Per assegno sociale s’intende una specifica prestazione economica che viene erogata ai cittadini sia italiani sia stranieri che presentino delle difficoltà economiche e un reddito inferiore a quelle che sono le soglie previste dalla legge del 1 gennaio del 1996.

Questo, dopo la riforma Fornero è rivolto a tutti quei cittadini che hanno un’età di 66 anni e 7 mesi.

Per poter ricevere l’assegno sociale è importante che i cittadini siano iscritti all’anagrafe nel Comune di residenza, mentre i cittadini extracomunitari devono presentare quello che il loro permesso di soggiorno.

Come funziona l’assegno sociale

Dopo la presentazione e l’accettazione della domanda il pagamento dell’assegno viene effettuato  il primo giorno del mese successivo alla domanda.

L’importo dell’assegno si attesta su 453,00 mensile per tredici mensilità e questo viene rilasciato in misura intera a tutti i soggetti non coniugati che non hanno reddito o che sia inferiore a  5.889,00, mentre per un soggetto coniugato e con famiglia il reddito annuo di  11.778,00 euro.

L’assegno è provvisorio e vengono effettuati ogni anno svariati controlli da parte del Comune per quello che riguarda la residenza.

Una delle carattestiche dell’assegno sociale è che questo non è soggetto a quelle che sono le varie trattenute IRPEF.

Ci sono alcuni casi in cui l’assegno sociale può essere sospeso, il primo caso è quando il titolare soggiorna all’estero per un periodo superiore ai 30 giorni e dopo un anno di sospensione  questo viene revocato.

La domanda per l’assegno 2018 deve essere presentata principalmente in modalità telematica, utilizzando come canale principale il sito internet dell’INPS e quindi accedere all’area riservata.

E’ possibile essere guidati nella domanda attraverso l’utilizzo del contact center o farsi aiutare dai vari patronati  e intermediari dell’INPS presenti .

I documenti che vanno presentati all’INPS per la domanda di  assegno sociale sono:

  • L’autocertificazione dei dati personali
  • Dichiarazione della situazione del reddito
  • Dichiarazione di responsabilità per quello che riguarda  un eventuale ricovero in ospedale la cui retta deve essere a carico dello Stato Italiano
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Le migliori gelaterie di Roma centro

Le migliori gelaterie di Roma centro

gelatoRoma è bella di visitare in tutte le stagioni, ma con l’arrivo della primavera e dell’estate è ancora più piacevole soggiornarvi: la bella stagione, le giornate che si allungano, tutto rende a contribuire il soggiorno nella capitale un’autentica vacanza romana d’altri tempi, soprattutto se vi si coniuga il pernottamento in uno degli hotel boutique a Roma centro, magari nei pressi di Piazza Navona dove si trova l’Hotel Teatro Pace, ma anche la più alta concentrazione di gelaterie del centro; infatti, un buon gelato è la pausa ideale nella capitale quando fa caldo.

Le gelaterie a Roma Centro

Il centro storico ha un’alta concentrazione di gelaterie, alcune storiche, altre più recenti ma di ottima qualità. L’area interessata va da Via del Governo Vecchio fino al Pantheon, da Via Vittorio Emanuele II a Piazza Navona. Il gelato è un prodotto tipicamente made in Italy al quale gli italiani sono abituati, ma che per gli stranieri è una delle bontà gastronomiche da provare. Il gelato di Roma è tra i più buoni in Italia, considerando che vi è una delle più antiche e longeve gelaterie d’Italia: Fassi, in via Principe Eugenio dal 1880, oppure l’altrettanto storica Gelateria Giolitti, in Via Uffici del Vicario (a due passi da Montecitorio) o la Gelateria Della Palma con i suoi oltre 150 gusti tra via delle Coppelle e Via della Maddalena (l’hot point delle gelaterie in centro, a due passi da Piazza Navona).

Quali sono le gelaterie migliori a Roma Centro

Scegliere tra le migliori è difficile, allora il tour virtuale delle gelaterie in centro si limita ad alcune vie e a quelle più moderne:

  • Gelateria San Crispino: in Piazza della Maddalena, 3 (zona Pantheon/Navona) è famosa per le sue meringate ai gusti nocciola, caramello e cioccolato; si distingue per la qualità delle materie prime e per il prevalere delle “creme”, rispetto ai gusti alla frutta, tra cui, però, spicca il sorbetto all’arancia selvatica, per palati che amano sperimentare.
  • Gelateria Grom: in Via della Maddalena, 30/a (zona Pantheon/Navona). La grande catena di gelati non poteva mancare all’interno del quadrilatero delle gelaterie che circondano il Pantheon; nonostante sia una catena di gelaterie riesce a tenere fede alla tradizione sia nella preparazione che nella scelta delle materie prime sempre stagionali. Le creme da provare sono pistacchio, torroncino e la crema come si faceva una volta solo con uova e scorza di limone. Tra le specialità da provare la crema pasticcera al torrone e il caramello al sale.
  • Fiocco di neve: in Via del Pantheon, 51 (zona Pantheon) è una piccola gelateria nota per il gusto zabaione e il pistacchio di Bronte, fedeli alla materia prima, dalla consistenza cremosa e non stucchevole.
  • Frigidarium: in via del Governo Vecchio, 112. È un piccolo laboratorio di gelati artigianali sempre affollato di turisti. I gusti da provare sono la crema fiorentina, il mascarpone alle pere e la specialità della casa, il Frigidarium che è una crema variegata al cioccolato con biscotti e cioccolato fuso o panna per guarnizione.
  • Gelateria al Teatro: in Via di San Simone, 70 ad angolo con Via dei Coronari si trova questa gelateria fatta per gli amanti dei gusti eccentrici. Il laboratorio a vista prepara gusti come zucca e amaretto, pera e zenzero, salvia e lampone oppure rosmarino, miele e limone. Tra i gusti classici da provare la mandorla d’Avola e il cioccolato al Nero d’Avola.
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