Impianti sprinkler: la manutenzione è essenziale

Un impianto antincendio è senza dubbio un elemento che conferisce grande sicurezza: sapere che, nel caso divampino le fiamme, queste saranno automaticamente contenuto fino all’arrivo dei vigili del fuoco non può che farci dormire sonni più sereni. Tuttavia questa serenità dipende non solo dalla presenza, ma anche dalle condizioni dell’impianto stesso, che devono essere controllate periodicamente per assicurarne l’efficienza. In tal senso, ad esempio, diventa fondamentale la corretta manutenzione degli impianti sprinkler.

Per capire come effettuare la manutenzione degli impianti sprinkler, è innanzitutto essenziale togliersi dalla mente l’immagine erronea che ce ne danno, ad esempio, i film, dove vediamo che appena scoppia un incendio tutti gli spruzzatori del piano si attivano, saturando d’acqua l’ambiente.
Le cose, infatti, non stanno così. Ogni sprinkler è costruito per partire solmanete nel caso in cui sia sottoposto a sufficiente calore da fondere il blocco che impedisce lo scorrere dell’acqua; e questo, in pratica, significa che ogni singolo spruzzatore si attiva separatamente, soltanto dove le fiamme stanno effettivamente divampando.
Ma per quanto ci riguarda, questo significa acnche che, nella manutenzione degli impianti sprinkler, ogni singolo spruzzatore deve essere controllato separatamente, perchè non se ne attiveranno altri vicini se quello posto nel punto chiave è rotto.

La componente essenziale da controllare durante la manutenzione degli impianti sprinkler è sicuramente la valvola di controllo, che regola l’afflusso dell’acqua agli spruzzatori: com’è ovvio, questa deve sempre essere bloccata sulla posizione di “aperto”, cosa della quale potremo assicurarci una volta alla settimana – oltre che dopo ogni intervento idraulico che richieda, anche solo temporaneamente, di chiuderla per interrompere il flusso dell’acqua.

Passando invece alla parte più laboriosa della manutenzione degli impianti sprinkler, ossia al controllo di ogni singolo spruzzatore, può essere consigliabile – oltre che, talvolta, necessario anche da un punto di vista legale e assicurativo – affidarla ad un centro specializzato, che se ne occuperà sotto ogni profilo. In ogni caso, se la si effettua personalmente, è buona norma farlo per un piccolo gruppo di spruzzatori alla volta – così da non dover togliere l’afflusso d’acqua a troppe zone contemporaneamente – e se si dà notizia dell’imminente manutenzione alle autorità locali, che saranno così pronte ad intervenire nel caso in cui, proprio mentre la nostra protezione è disattivata, dovesse scoppiare un incendio. Oltre a ciò, naturalmente, sarà bene raccomandare a tutti i presenti un’attenzione ancora superiore al normale a tutto ciò che costituisce un rischio d’incendio, per ridurre al minimo il rischio che ne scoppi uno durante la manutenzione.

Diffondendo la cultura della sicurezza, e facendo in modo che, ad esempio in un ufficio, tutti i dipendenti sappiano dove si trova la valvola di controllo, come capire a prima vista se è aperta, e che aspetto devono avere gli sprinkler per dare certezza del loro buon funzionamento, renderemo ancora più efficace la nostra manutenzione degli impianti sprinkler, e ridurremo veramente al minimo il rischio di un incendio nella nostra proprietà.

Le vere cause della cellulite

Cellulite, o “pelle a buccia d’arancia”: un inestetismo diffusissimo, e che tutti conosciamo, che solitamente inizia durante o subito dopo la pubertà, ma che per qualche ragione non compare in uguale misura su tutte le donne. Ciò che è però comune è il desiderio di liberarsene, perciò scopriamo insieme quali sono le sue cause reali per imparare come gestirla!

Cosa causa la cellulite?
La causa scatenante della cellulite è un’interazione fra due tessuti, ossia il tessuto adiposo e quello connettivo, entrambi localizzati a livello sottocutaneo, e gli ormoni sessuali. Con l’avanzare dell’età, e soprattutto all’approssimarsi della menopausa, si riducono i livelli di estrogeni, il che causa la perdita di recettori nei vasi sanguigni delle cosce; questo porta a una circolazione del sangue ridotta. Proprio per questa ragione, calano i livelli di nutrimento e ossigenazione delle cellule in quella zona, il che porta ad un calo della produzione di collagene: questo, in ultima analisi, porta all’ingrandimento degli adipociti – ossia delle cellule che contengono grasso – il che porta all’aspetto della pelle “bugnata” che chiamiamo comunemente cellulite – e che appunto si concentra su glutei, ginocchia, cosce e stomaco.

Perchè a volte la cellulite appare in età più giovanile?

Perchè l’eccesso di estrogeni – che può verificarsi comunemente in età adolescenziale – porta alla stratificazione degli adipociti. Se quindi una ragazza giovane, e con una condizione detta “dominanza da estrogeni” (ossia una produzione eccessiva degli stessi) è anche sovrappeso, e quindi ha una quantità di adipociti molto elevata, è possibile che sviluppi cellulite esattamente come descritto prima.

Perchè la cellulite è così comune nelle donne e così rara negli uomini?

La pelle di uomini e donne è fondamentalmente differente a livello strutturale. Negli uomini, cosce e glutei hanno uno strato più spesso di tessuti dermici ed epidermici, e soprattutto un primo strato di grasso più sottile: con questo tipo di struttura cutanea vengono a mancare le condizioni che abbiamo descritto per la formazione della cellulite stessa.

Perchè la cellulite peggiora con l’età?

Il derma femminile raggiunge il suo massimo spessore intorno ai trent’anni di età. Inoltre, con l’invecchiamento, il progressivo danneggiarsi delle fibre elastiche e del collagene porta all’allentamento del tessuto connettivo, e quindi all’accumulo degli adipociti.

A causare la cellulite, in definitiva, sono i cibi che mangiamo, il lavoro che facciamo, perfino il tipo di biancheria che indossiamo. Per liberarsene è necessario migliorare la circolazione, ridurre i grassi, e soprattutto integrare la produzione di collagene.

Buoni spesa gratis: un nuovo concetto di valore

Sebbene non sembri possibile, parlare oggi, in Italia, di buoni per fare la spesa gratis significa in realtà affrontare ben più che una curiosità, ma di fatto toccare uno degli argomenti più scottanti del momento. Infatti, fra le problematiche più significative e sentite di questi anni economicamente complessi, segnati dalle difficoltà di un momento storico nel quale molte delle certezze economiche, e di conseguenza sociali, che sembravano incrollabili si sono invece dimostrate transitorie e ormai retaggio del passato, senza dubbio c’è quella della crescente pressione fiscale, che va di fatto a decurtare, spesso in maniera gravosa, quella sempre più risicata disponibilità liquida sulla quale è necessario costruire, e che deve coprire, tutte le prospettive di spesa di un nucleo familiare. I buoni spesa gratis sono, in realtà, proprio uno dei metodi chiave che, di recente, si stanno dimostrando ideali per superare questo problema.

Identifichiamo innanzitutto, per assicurarci di partire da una base comune, cosa siano i buoni spesa gratis. Non stiamo – attenzione, la differenza è sostanziale – parlando dei ben noti buoni pasto, i famosi “Ticket restaurant” che permettono di acquistare cibo e bevande in molti locali convenzionati e che, per estensione, diversi supermercati accettano per quel tipo di derrate; quando parliamo di buoni spesa gratis ci riferiamo a una categoria ben precisa di Ticket, che possono di fatto essere utilizzati in un grandissimo numero di esercizi commerciali per acquistare beni e merci di ogni genere, non limitati agli alimentari, ma di fatto estesi a elettronica, abiti, e qualsiasi altro tipo di articolo. Come si vede facilmente, la differenza fra i ticket restaurant e i buoni spesa gratis è assolutamente sostanziale.

Ma in che modo, quindi, i buoni spesa gratis possono essere una soluzione per la pressione fiscale che riduce le nostre disponibilità economiche e liquide?
La risposta è abbastanza semplice, e in realtà sono in crescita le soluzioni – come ad esempio diversi network d’acquisto – che stanno iniziando a sfruttarla. Di fatto, i buoni spesa gratis si possono spendere come fossero denaro – ma non sono denaro contante, e quindi sono sottoposti ad una tassazione all’origine, separata ed effettuata secondo aliquote completamente differenti. Questo fa sì che, quando ad esempio uno dei network di cui parlavamo poc’anzi ricompensa i propri membri con, appunto, una fornitura di buoni spesa gratis, questi ultimi possono essere erogati interamente, senza essere sottoposti ad ulteriori pressioni fiscali come invece accadrebbe per un compenso erogato in denaro. E tutto questo rimanendo spendibili, di fatto, esattamente come i contanti, e quindi senza alcuna complicazione per gli utenti: come forma di valore nuova, che serve veramente agli acquisti e non all’accumulo, i buoni spesa gratis potrebbero rivelarsi come elemento dirompente in molte dinamiche economiche.

State creando un cartellone pubblicitario? Ecco qualche elemento di design importante

Ci sono diverse ricerche che sostengono che la persona media, lungo la sua giornata, è esposta a circa 5000 pubblicità di vario genere e su diversi canali. Le riflessioni possibili a partire da questo dato sono sicuramente numerose ed eterogenee, ma quella che più dovrebbe premere a chi si trova a dover fare pubblicità per la propria attività – anche solamente a livello di affissioni di grande cartellonistica, senza voler andare su canali più complessi come quello televisivo – è che, in mezzo a un numero di questo tipo di messaggi, quello della propria azienda ha bisogno di tutto l’aiuto possibile per essere anche solamente notato. Ecco consigli basilari, ma professionali, su tre elementi di design di cui tenere conto nella progettazione del vostro cartellone pubblicitario: potrebbero risultarvi davvero strumenti preziosi!

Colore: La quantità di studi effettuata su questa componente visiva della pubblicità è sconvolgente, e i risultati di questi studi spaziano da consigli di mero buonsenso progettuale a effettive considerazioni di ordine psicologico che hanno un impatto dimostrabile e reale sui risultati ottenuti dalla comunicazione pubblicitaria. Per quanto riguarda il primo genere di consigli, gli elementi sono due: tavolozza e contrasto. Il primo si riferisce alla necessità di non esagerare nel rendere un cartellone variopinto, dando ad ogni elemento un colore differente: anziché sottolineare le parti importanti, questo genera confusione e fatica visiva, che portano a ignorare l’annuncio. Il contrasto tuttavia rimane importante, perchè è essenziale che le scritte e gli elementi fondamentali spicchino chiaramente.
Per quanto riguarda le considerazioni di ordine psicologico, interi libri sono stati scritti sugli effetti del colore: se siete un personal trainer, volete che chi vi legge sia dell’umore attivo e carico generato dal rosso, oppure nello stato d’animo rilassato e tranquillo generato dal giallo?

Testo: Non poco, e non troppo; e leggibile ma particolare. Sembra una lista della spesa contraddittoria, ma sono le regole essenziali del testo nei cartelloni pubblicitari: il carattere utilizzato deve essere di facile lettura, perchè il tempo a disposizione per leggere è poco, ma allo stesso tempo avere qualcosa di caratteristico, che lo renda interessante. E allo stesso modo, limitarsi ad uno slogan può rendere il cartellone poco pregnante, a meno che lo slogan non sia una vera opera di genio, mentre esagerare nel riempire di scritte l’intera superficie fa sì che il tempo e l’interesse si esauriscano, e che il passante eviti del tutto quel cartellone che pare così faticoso anche solo a guardarlo.

Immagini: Sulla scelta dell’immagine occorrerebbe parlare per ore: è una delle competenze base di un grafico professionista, e non è certo in questo breve articolo che è possibile parlarne utilmente. Ma qualche consiglio si può dare anche in questo ambito: da un lato, tenete presente quanto detto poco sopra per il testo, e non esagerate nel riempire lo spazio disponibile. Il “bianco”, o comunque lo spazio vuoto, ha una funzione molto importante nel creare leggibilità e dare un ritmo a un cartellone. E d’altro canto non commettete l’errore che sempre più spesso capita di incontrare, quello di voler usare a tutti i costi immagini economiche, a bassa risoluzione: una volta ingrandite fino a riempire il cartellone, riveleranno tutti i loro difetti, squalificando l’intera comunicazione e sprecando interamente il denaro che avrete speso.

Noleggio auto: cosa controllare per viaggiare sereni

Il noleggio auto, specialmente in viaggio, è sicuramente una delle modalità più razionali e intelligenti di organizzare i propri spostamenti, e ci libera da pensieri e considerazioni che potrebbero appesantire un periodo, magari di vacanza, che vogliamo invece scorra senza problemi. Ma anche in questo caso è bene tenere presente qualche semplice norma, e assicurarsi che il proprio contratto di noleggio auto sia stilato in modo da coprire tutte le possibili necessità ed esigenze.

Iniziamo quindi dalle basi: il contratto di noleggio auto deve assolutamente includere una copertura per l’assistenza e il recupero in caso di guasti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non c’è nulla di peggio che trovarsi bloccati, la macchina guasta, magari in un Paese straniero e di notte, senza avere idea di chi possa darci una mano. Senza dubbio il costo salirà, ma stiamo parlando del tipo di tutela che non ci si pente mai di avere scelto: consideriamola quindi prioritaria su tutte le altre. Informiamoci anche con precisione sui tempi di intervento garantiti e su quali zone siano effettivamente raggiunte dal servizio, in modo da poterci mettere alla guida con la massima tranquillità.

In maniera simile, verifichiamo quale sia il tipo di assicurazione prevista nel contratto di noleggio auto. Per quanto possiamo essere abili e responsabili alla guida, non siamo soli in strada, e per guidare in sicurezza una vettura non nostra è molto meglio sapere che è assicurata contro ogni possibile danno. Niente è peggio, concluso il periodo di noleggio auto, di trovarsi a dover discutere per un graffio alla carrozzeria, per un fanalino rotto, o per una gomma a terra. E non dimentichiamo il rischio, sempre presente, di un danno da terze parti, o addirittura di un furto: l’auto deve essere coperta da ogni rischio con un’assicurazione affidabile e completa.

Terzo elemento che non ci si può permettere di trascurare, in un noleggio auto, è il chilometraggio incluso. Fra i trucchi più comuni in cui capita di imbattersi da parte di molte agenzie di noleggio auto c’è infatti quello di presentare tariffe base basse, ma poi includere un chilometraggio bassissimo, imponendo poi costi elevati sui chilometri extra. Naturalmente questo può rendere il vostro viaggio molto più costoso di quanto pensaste, oppure limitare i vostri spostamenti e quindi anche il vostro divertimento. L’ideale è un noleggio auto a chilometraggio illimitato, che vi permetta quindi, a fronte naturalmente di una tariffa base un poco più alta, di viaggiare quanto volete; ma se questo non fosse possibile, assicuratevi che il viaggio che avete in mente di fare sia fattibile, e che non porti il costo del noleggio auto a livelli inaccettabili per il vostro budget.

Il noleggio auto può davvero rivelarsi la soluzione ideale in molte situazioni. Assicuratevi di analizzare bene l’offerta che vi viene fatta, e senza dubbio troverete quello che fa al caso vostro sia come prestazioni offerte che come budget!

Perchè mangiare fibra?

Se c’è un argomento su cui tutti i nutrizionisti si dimostrano d’accordo, al di là di mode passeggere e diete sensazionali del momento, è che la nostra alimentazione sarebbe nettamente migliore e più sana se consumassimo una maggiore quantità di fibre. La ragione è semplice: ci sono prove scientifiche che un’insufficiente assunzione di fibra nella dieta quotidiana può favorire l’insorgere di molte malattie, dal diabete, all’obesità, fino al cancro al colon, e quindi ben al di là di semplici malesseri passeggeri.

Uno dei tratti tipici della nostra alimentazione è infatti la forte assunzione di grassi animali, che sono una delle cause primarie del cancro al colon; tuttavia una grande quantità di fibre aiuta a combattere questo rischio. Infatti la fibra rende più rapido il passaggio del cibo nel canale digestivo, il che riduce ovviamente il tempo di esposizione dei tessuti a quelle sostanze cancerogene che il cibo stesso contiene. E allo stesso modo, le fibre aiutano anche contro i problemi ben più leggeri di emorroidi e stitichezza; infatti le fibre insolubili immagazzinano molta acqua nel colon, creando una massa che stimola i muscoli dell’apparato digerente mantenendoli sani e tonici, e facilitando anche la defecazione.

Ma anche contro il colesterolo le fibre ci vengono in aiuto: possono infatti intrappolarlo e permettere al nostro organismo di espellerlo con le feci, oltre a ridurne la produzione da parte del corpo stesso e aiutare a rimuoverlo dal sangue. Tutto questo riduce di molto il rischio di malattie cardiache, come l’arteriosclerosi.

Allo stesso modo, le diete ricche di fibre riducono il rischio di diabete, che oltre ad essere una malattia pericolosa di per sé è anche un fattore di rischio per i problemi cardiaci. La presenza di fibre nell’alimentazione, infatti, migliora le soglie di zuccheri nel sangue e riduce l’assorbimento del glocosio inibendo la secrezione di insulina, oltre a ridurre il livello calorico della dieta e quindi combattere l’obesità.

Ma come assumere queste fibre tanto preziose? Facile. Le fibre sono di due tipi: il primo, quello insolubile, si trova nelle banane, nelle pere, nelle pesche e nelle fragole; nei cavolfiori, nel cavolo e nei pomodori; e nel riso integrale, nella farina integrale, e nei legumi e cereali. Le fibre solubili, invece, si trovano negli agrumi, nelle mele, nei legumi, nelle albicocche, e inoltre nelle patate, nelle carote, e nei broccoli.

I diversi tipi di sistemi di aspirazione polveri

I sistemi di aspirazione polveri hanno lo scopo di purificare l’aria, soprattutto in ambito industriale. Questa procedura viene effettuata per due motivi essenziali: da un lato, molte microparticelle e polveri che si generano durante le lavorazioni industriali possono rivelarsi tossiche o perfino cancerogene, e quindi vanno rimosse dall’aria per evitare rischi sanitari agli operai, e dall’altro spesso le polveri sottili presenti nei capannoni sono ad alto rischio di combustione e debbono quindi essere eliminate per scongiurare il pericolo di incendi.

Tali particelle, di qualsiasi tipo, vengono quindi prelevate dai sistemi di aspirazione polveri e convogliate, attraverso apposite stazioni, in modo che i differenti sistemi installati, a seconda della natura delle particelle stesse, possano separarle dall’aria, la quale può così essere reimmessa nell’ambiente perfettamente purificata. Questo perchè, naturalmente, diverse lavorazioni industriali, su diversi materiali, generano polveri diverse, che richiedono perciò approcci differenti per essere separate e trattate: da questo nasce la varietà di sistemi di aspirazione polveri presenti sul mercato.

Abbiamo dunque sistemi di aspirazione polveri basati su una semplice cappa aspirante, posta a ridosso dei macchinari che generano le polveri stesse, ma anche sistemi più complessi, che possono fungere da cappa aspirante per un intero ambiente. E allo stesso modo, la filtrazione delle polveri nei collettori può essere effettuata in maniera molto diversa: per le polveri più semplici da trattare possono essere sufficienti dei normali filtri in tessuto, sui quali il materiale estraneo si deposita per poi essere rimosso raggiunta la saturazione, mentre in casi più complessi si può usare un sistema di filtrazione a liquido, di natura chimica, o perfino un sistema elettrostatico che strappi a forza dal flusso d’aria le particelle, accumulandole per una successiva eliminazione in sicurezza.

Materassi in schiuma: 5 vantaggi straordinari

I materassi in schiuma stanno diventando sempre più popolari, soppiantando i vecchi modelli a molle in molti casi, e il motivo non è difficile da intuire: si modellano sul corpo di chi dorme, adattandosi alla perfezione e rendendo molto più semplice assumere una posizione corretta, così da aiutare ad addormentarsi e riposare al meglio. Ecco cinque grandi vantaggi dei materassi in schiuma:

Sostegno completo
I materassi di schiuma sono composti di un particolare materiale, che viene definito come “viscoelastico”. Fra le sue proprietà c’è quella di reagire al calore del corpo, ammorbidendosi e quindi iniziando a plasmarsi esattamente intorno al corpo di chi è sdraiato. Questo tipo di sostegno è di grande aiuto a chi ha problemi di schiena, perchè aiuta a distribuire il peso in modo completamente uniforme, e sono molti i casi di persone che ne traggono grande giovamento.

Nessun cedimento nel tempo
Per i materassi di tipo tradizionale, è pressochè inevitabile che col tempo si verifichino dei cedimenti strutturali, e quindi si creino delle fosse sulla superficie del materasso stesso. Nei materassi in schiuma questo non accade, perchè la massa è compatta, e si plasma intorno al corpo ogni volta che ci si addormenta – per ritornare alla forma originale durante il giorno. Questo significa che il materasso resterà comodo e in ottimo stato, regalandovi sonni ristoratori, anche per dieci anni senza alcun tipo di cedimento!

Miglior qualità del sonno
Il materiale viscoelastico dei materassi di schiuma non trasmette impatti e urti, ma li assorbe. Per chi ha il sonno leggero, e dorme magari con un partner agitato – svegliandosi ad ogni movimento brusco – questa è una vera rivoluzione: la nicchia che si forma intorno al corpo del dormiente è perfettamente isolata, e permette sonni tranquilli e senza interruzioni.

Maggior calore
Essere avvolti dal morbido materiale di un materasso di schiuma, oltre ai vantaggi ergonomici, ne ha anche uno termico: il corpo scalda a fondo quella piccola nicchia, e alza la temperatura del microclima presente sotto le coperte. È anzi consigliabile, per i calorosi, scegliere un modello di quelli con opzione di raffreddamento, per la stagione estiva.

Riduzione degli allergeni
Anno dopo anno, un materasso tradizionale arriva a raccogliere fino a dieci milioni di microscopici acari della polvere. Questi sono causa di allergie anche molto gravi per un gran numero di persone. Il materiale dei materassi in schiuma, invece, essendo molto più denso, non intrappola altrettanti acari, perchè questi non riescono ad annidarvisi: il risultato è una netta diminuzione dei problemi da allergia.

Che cos’è la nichelatura metalli?

Se vogliamo spiegarla nella maniera più diretta e semplice possibile, la procedura definita come nichelatura metalli è semplicemente la deposizione di uno strato di un metallo sulla superficie di un altro oggetto metallico. Lo strato in questione è appunto composto di nickel, un metallo che ha diverse proprietà interessanti riguardo alla durezza e alla resistenza alla corrosione, e che presenta inoltre la possiblità di ricevere finiture di elevato pregio estetico. Sebbene nei casi più complessi la nichelatura metalli debba essere eseguita in un ambito strettamente industriale, per via della necessità di svolgere tutte le fasi sotto rigidi standard produttivi, è possibile effettuare nichelatura metalli anche in casa, con dei piccoli kit appositi e di costo contenuto, e che contengono tutte le sostanze necessarie sia alla pulitura preliminare che alla procedura stessa.

Nel caso di una nichelatura metalli domestica, lo scopo principale della procedura sarà con ogni probabilità quello estetico; lo strato superficiale di nichel infatti può essere depositato facilmente su piccola bigiotteria o posate o anche su dettagli decorativi di autovetture, con risultati molto simili, una volta che i pezzi siano stati lucidati a dovere, a quelli di un’effetiva cromatura. Ma è comunque possibile, anche nei casi di nichelatura metalli svolta amatorialmente, che l’interesse sia nel conferire ad un qualsiasi prodotto metallico migliori qualità di resistenza all’usura, oppure all’azione corrosiva degli agenti atmosferici: i risultati saranno comunque soddisfacenti.

Nello svolgimento, la procedura di nichelatura metalli è in realtà semplicissima. Non consiste in altro che nell’intingere l’oggetto in questione in un elettrolita, ossia in una soluzione chimica di liquido che contiene in sospensione gli ioni del metallo – in questo caso, appunto, il nickel – con uno strato del quale vogliamo andare a ricoprire la superficie del pezzo. Spesso vengono aggiunte altre piccole quantità di altre sostanze chimiche, che facilitano l’adesione e la formazione di uno strato di nickel uniforme e compatto. Una volta stabilita una corrente elettrica, l’oggetto viene a fungere da polo negativo, e gli ioni di nickel convergono sulla sua superficie, andando a depositarsi in uno strato che rimane poi compatto e adeso al pezzo stesso, proteggendolo come abbiamo descritto.

I campioni fra gli impianti di aspirazione centralizzata

Gli impianti di aspirazione centralizzata sono un elemento fondamentale in una grandissima quantità di processi di produzione industriale. Sono infatti svariate e numerose le situazioni nelle quali, all’interno di un’industria, le normali operazioni quotidiane generano uno sbalorditivo volume di pulviscoli e polveri sottili, le quali naturalmente, senza interventi, rimangono sospese nell’atmosfera degli ambienti di lavoro; e tali polveri rappresentano un problema sotto due profili, l’uno che ha a che vedere con l’efficienza – infatti, infiltrandosi nei macchinari, possono comprometterne il funzionamento – e l’altro con la sicurezza, dato, che la maggior parte di queste polveri sono tossiche e possono causare gravi problemi di salute agli operai.

Dato che tante sono le diverse situazioni applicative, e tante le diverse tipologie di polveri che si possono generare, anche gli impianti aspirazione centralizzata per le industrie sono di svariati generi e sfruttano diverse tecnologie. Vediamo qui i più popolari e performanti:

Gli impianti aspirazione centralizzata a precipitazione elettrostatica fanno uso di cariche elettriche per separare il pulviscolo dall’aria. Nella pratica, l’aria polverosa viene aspirata e forzata nel sistema, dove prima passa attraverso un pre-filtro e poi viene convogliata fra due elettrodi opposti, sui quali la polvere aderisce appunto per carica elettrostatica, lasciando l’aria pulita a passare attraverso un secondo filtro e quindi a tornare in circolo nel capannone.

Ci sono poi gli impianti aspirazione centralizzata a filtri tradizionali, che prevedono che l’aspirazione convogli tutta l’aria carica di polvere in un condotto dove viene obbligata ad attraversare un filtro in stoffa o materiali simili. Questo fa sì che le particelle di polvere si depositino sul filtro stesso, rendendolo di fatto sempre più difficile da oltrepassare e quindi, in definitiva, più efficace per l’accumulo stesso di pulviscolo.

Gli impianti aspirazione centralizzata con tecnologia ciclonica, infine, prevedono invece di portare tutta l’aria aspirata in un sistema con un grande imbuto, dove l’aria viene fatta circolare a tali velocità da espellere naturalmente le polveri, che vengono così separate permettendo di rimandare in circolo aria pulita. Le polveri più sottili vengono poi emesse da una griglia che dà sull’esterno, mentre il particolato più grande si deposita in appositi serbatoi, pronto per lo smaltimento.