Le vere cause della cellulite

Cellulite, o “pelle a buccia d’arancia”: un inestetismo diffusissimo, e che tutti conosciamo, che solitamente inizia durante o subito dopo la pubertà, ma che per qualche ragione non compare in uguale misura su tutte le donne. Ciò che è però comune è il desiderio di liberarsene, perciò scopriamo insieme quali sono le sue cause reali per imparare come gestirla!

Cosa causa la cellulite?
La causa scatenante della cellulite è un’interazione fra due tessuti, ossia il tessuto adiposo e quello connettivo, entrambi localizzati a livello sottocutaneo, e gli ormoni sessuali. Con l’avanzare dell’età, e soprattutto all’approssimarsi della menopausa, si riducono i livelli di estrogeni, il che causa la perdita di recettori nei vasi sanguigni delle cosce; questo porta a una circolazione del sangue ridotta. Proprio per questa ragione, calano i livelli di nutrimento e ossigenazione delle cellule in quella zona, il che porta ad un calo della produzione di collagene: questo, in ultima analisi, porta all’ingrandimento degli adipociti – ossia delle cellule che contengono grasso – il che porta all’aspetto della pelle “bugnata” che chiamiamo comunemente cellulite – e che appunto si concentra su glutei, ginocchia, cosce e stomaco.

Perchè a volte la cellulite appare in età più giovanile?

Perchè l’eccesso di estrogeni – che può verificarsi comunemente in età adolescenziale – porta alla stratificazione degli adipociti. Se quindi una ragazza giovane, e con una condizione detta “dominanza da estrogeni” (ossia una produzione eccessiva degli stessi) è anche sovrappeso, e quindi ha una quantità di adipociti molto elevata, è possibile che sviluppi cellulite esattamente come descritto prima.

Perchè la cellulite è così comune nelle donne e così rara negli uomini?

La pelle di uomini e donne è fondamentalmente differente a livello strutturale. Negli uomini, cosce e glutei hanno uno strato più spesso di tessuti dermici ed epidermici, e soprattutto un primo strato di grasso più sottile: con questo tipo di struttura cutanea vengono a mancare le condizioni che abbiamo descritto per la formazione della cellulite stessa.

Perchè la cellulite peggiora con l’età?

Il derma femminile raggiunge il suo massimo spessore intorno ai trent’anni di età. Inoltre, con l’invecchiamento, il progressivo danneggiarsi delle fibre elastiche e del collagene porta all’allentamento del tessuto connettivo, e quindi all’accumulo degli adipociti.

A causare la cellulite, in definitiva, sono i cibi che mangiamo, il lavoro che facciamo, perfino il tipo di biancheria che indossiamo. Per liberarsene è necessario migliorare la circolazione, ridurre i grassi, e soprattutto integrare la produzione di collagene.

Il disabile e la casa: un rapporto complesso

Nel momento in cui ci capita di pensare ad un disabile e ai problemi che può dover affrontare, molto di frequente siamo portati ad immaginare qualcuno affetto da una malattia, o una malformazione, congenita: qualcuno per il quale la disabilità è sempre stata una parte della vita, e che quindi è in un certo senso esercitato a gestirla e l’ha accettata come un ingrediente della sua quotidianità. Nonostante ovviamente questo non annulli i problemi che ne derivano, rimane nondimeno vero che la persona è cresciuta con la giusta “attrezzatura”, sia psicologica che pratica, per affrontare il problema. Tuttavia, questa è una grossolana generalizzazione, e non tiene conto di come esistano persone per cui la disabilità arriva inaspettatamente, per esempio per un trauma, oppure con l’avanzare dell’età e lo svilupparsi dei problemi di salute che ad esso sono legati.

La situazione cambia completamente con queste premesse, in quanto alle difficoltà fisiche e particolarmente motorie che l’handicap genera in modo diretto, immancabilmente si aggiungono parecchi disagi e problemi psicologici, derivanti dalla perdita dell’autonomia alla quale si era abituati, disagi che possono, di frequente, mostrarsi perfino più dannosi e pericolosi delle difficoltà fisiche legate più intimamente all’handicap stesso. Per mantenere un equilibrio positivo nella persona, ed evitare che ceda a depressioni che non potrebbero che aggravare la già difficile situazione in cui versa, , è assolutamente opportuno fare in modo che riesca a preservare quanto più possibile stabile il suo ambiente, a partire proprio dalla casa, i cui significati psicologici sono importantissimi.

E precisamente quando la casa in questione non è stata studiata per alloggiare una persona colpita da handicap, e per esempio che ha bisogno di una sedia a rotelle per muoversi, può essere presente un modulo architettonico che, di per sé molto elegante e apprezzato, può divenire una barriera assolutamente insormontabile: una scala. La moderna tecnologia ha per fortuna sviluppato dei servoscale per disabili e persone con difficoltà motorie in generale, il che permette loro di salire le scale ed accedere ai piani superiori della casa. In questo modo diventa possibile scansare la soluzione che una volta era l’unica, e anche oggi a molti parrebbe la più immediata e logica, ossia il cambiare casa o il ridurre la zona utilizzata al solo piano terra, che è invece quanto di più scorretto, sotto un punto di vista psicologico, si possa fare.

Essendo in realtà la casa tanto legata a sensazioni e a simbolismi di serenità, ma anche di soddisfazione e controllo, sentirsi esclusi perfino da una parte della propria dimora, o peggio ancora essere costretti ad abbandonarla, avrebbe delle ricadute pesantissime sullo stato di depressione e scoramento di cui parlavamo. Il mantenimento di un ambiente noto, all’opposto, rassicura e riduce, per quanto naturalmente fattibile davanti ad un avvenimento scioccante, la sensazione di impotenza. E d’altro canto, scoprire che con un piccolo stratagemma si è ancora padroni della propria casa può aiutare ad indurre il disabile a scoprire gli altri modi in cui, magari con accorgimenti parimenti semplici, può riuscire anche ad essere padrone della propria vita.